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Luka Jovic torna al Franchi. Storia di un amore mai sbocciato, tra esultanze polemiche e grandi rimpianti

Il centravanti serbo è il grande ex della partita di domani. Una stagione in maglia viola, un rapporto teso con la piazza e due grandi occasioni perse

Domani sera riprende il cammino della Fiorentina in Conference League. Riprende dal Franchi, dove i viola accoglieranno l’AEK Atene. Squadra ostica – il mondo viola ha fatto ampia esperienza nell’ultimo anno e mezzo delle insidie del calcio greco – e farcita di diverse vecchie conoscenze del campionato italiano. Dal portiere ex Lazio Strakosha all’ex Cagliari ed Empoli Marin, passando per il “Tucu” Pereyra e la meteora interista Joao Mario (fuori dalla lista Uefa, non sarà della partita). Ma soprattutto c’è un grande ex: Luka Jovic.

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UN AMORE MAI SBOCCIATO. Storia di un amore mai sbocciato quella tra il serbo e il pubblico di Firenze. Una convivenza armata durata una sola stagione, la 2022-23, incrinatasi già nei primi mesi. La prima grande frattura ha una data precisa: 23 ottobre 2022. La Fiorentina perde in modo rocambolesco in casa con l’Inter. Sul 2-3 neroazzurro, a pochi secondi dal 90’, Jovic firma il pari con una sforbiciata ai limiti dell’area piccola. Corre sotto la Fiesole e mima con le mani il gesto delle chiacchiere, come a dire: «continuate a parlare». Qualche minuto più tardi, a una manciata di secondi dal fischio finale, l’Inter trova il gol del clamoroso 3-4, con Venuti che fa goffamente carambolare il pallone sul corpo di Mkhitaryan. La Curva non perdonerà l’esultanza del suo centravanti, subissandolo di fischi nelle partite seguenti.

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TRAMPOLINO. Fu una stagione in chiaroscuro quella di Jovic. Tredici gol in cinquanta partite, quasi equamente suddivisi tra campionato e coppe. Diversi colpi da top player ma anche tante prestazioni svogliate e incolori. L’atteggiamento, appunto, rappresentò il principale problema. In campo e fuori. «Ho deciso di venire a Firenze anche se avevo offerte di club più grandi. Tutti sanno cosa ho sacrificato a livello finanziario per venire qui. Penso che la Fiorentina possa essere un buon trampolino per tornare alla mia vecchia forma e tornare in un grande club», confessò a una televisione serba a pochi giorni di distanza dall’esultanza polemica contro l’Inter. Dichiarazioni che non fecero altro che fomentare le tensioni con la piazza.

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SLIDING DOORS. Una stagione che lo vide comunque protagonista, nel bene e nel male, in alcuni snodi cruciali della storia recente viola. La Fiorentina di Italiano cavalcò fino alle finali di Roma e Praga. All’Olimpico l’ex Real Madrid partì dalla panchina, subentrò al 70’ e si ritrovò prima sui piedi e poi sulla testa due occasioni clamorose. La prima, a dire il vero, nacque da una sua invenzione: dopo essersi liberato di Darmian e De Vrij con una splendida finta, vide il suo mancino respinto da un grande Handanovic. Pochi minuti dopo, altra palla-gol: su cross di Dodo, mise a lato di testa da ottima posizione. Al fischio finale fu 2-1 per l’Inter. La prima grande sliding door della stagione sua e della Fiorentina.

QUEL GOL A PRAGA. La seconda chance di sollevare un trofeo si presentò pochi giorni dopo, a Praga contro il West Ham. Stavolta, il serbo partì titolare. E a pochi secondi dalla fine del primo tempo mise in rete una respinta del palo su un colpo di testa di Kouame. Peccato che si trovasse – questione di centimetri – al di là della linea difensiva inglese. Gol annullato. Rimediò, contestualmente, un colpo al volto che lo costrinse a rimanere negli spogliatoi dopo l’intervallo. Il finale lo conosciamo tutti. Bowen, approfittandosi di una marcatura allegra di Igor, infilò allo scadere Terracciano e portò la coppa a Londra. Nel calcio come nella vita, si sa, con i “se” e con i “ma” si va da poche parti. Domandarselo però è lecito: chissà quale sarebbe stato l’epilogo della partita, di quella stagione e di quelle successive se quei centimetri di troppo non avessero privato la Viola di quel gol-mazzata un attimo prima dell’intervallo. Il più classico dei “what if”.

NUOVO CAPITOLO. Quella di Praga sarà anche l’ultima apparizione ufficiale di Jovic in maglia viola. A fine estate sarà ‘scaricato’ al Milan, dove spenderà le successive due stagioni da comprimario. Un’apparizione al Franchi, da ex, l’ha già fatta, giocando una manciata di minuti in una sfida tra viola e rossoneri dell’aprile 2024. L’anno scorso trovò addirittura il modo di punire la sua vecchia squadra, ma a San Siro, siglando il gol del 2-2 nella partita di ritorno. Adesso l’avventura in Grecia. Storia di un amore mai sbocciato, si è detto, tra esultanze polemiche, fischi e, soprattutto, tante occasioni perse da mangiarsi le mani. E chissà se domani, al Franchi, si potrà assistere a un nuovo capitolo di questa storia.


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