TIENI, VENDI O PRESTI? I difensori centrali
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La nuova stagione viola è solo nelle fasi preliminari, ma già sappiamo chi sarà con ogni probabilità l’allenatore della Fiorentina del futuro, e quali sono gli elementi della rosa. Tanti, troppi o troppo pochi: analizziamo il gruppo squadra reparto per reparto, decidendo chi è dentro o fuori. Ovviamente, verranno considerati i giocatori con possibilità di imporsi nel gruppo, (es: molti dei giocatori di rientro dai prestiti non verranno presi in considerazione), e che hanno avuto un ruolo di spicco in questa stagione appena conclusa.
Il gioco è semplice: chi vendere, chi prestare o chi tenere. Concentriamoci sulla retroguardia gigliata, con focus sui difensori centrale.
COMUZZO
Come scrivevamo in questo pezzo, Comuzzo è stato uno dei più criticati, e a ragione, nel disastro della stagione appena conclusasi. I suoi errori sono costati caro e sono stati onestamente troppi. Forse la stagione con Palladino ci ha illusi con la falsa promessa che Comuzzo potesse avere un potenziale molto alto, e diventare un baluardo difensivo della squadra, o forse le impressioni erano giuste e il ragazzo quest’anno è sprofondato, come tutti del resto.
Perché tenerlo: anche se le sue quotazioni sono scese drasticamente, è pur sempre opportuno capire cosa riuscirà a fare Grosso con lui, se riuscirà a sbloccare qualcosa a livello mentale per farlo tornare quello di due stagioni fa. Oltre a questo, trattasi comunque di un ragazzo del 2005, che sta formandosi in un ruolo difficile e che ha ancora margini di crescita. Non diventerà un fenomeno, ma con pazienza e cura potrà affinare le sue tecniche difensive e giocarsi le sue carte in una retroguardia ad oggi piuttosto scarna.
Perché venderlo: nonostante il suo valore di mercato sia sceso rispetto all’offerta del Napoli e alle sirene arabe di qualche mese fa (che oggi ci appaiono come vicende di una vita passata), Comuzzo sembrerebbe avere ancora degli ammiratori (si è parlato del Torino sulle sue tracce in questi giorni), e comunque rappresenterebbe per il club una plusvalenza, seppur minima, provenendo direttamente dal settore giovanile. Cederlo alle condizioni volute dal club risulterebbe però quasi impossibile: accontentarsi di una decina di milioni sarebbe una magra consolazione.
Cosa faresti con Comuzzo?
RANIERI
Altro centrale difensivo, altra involuzione rispetto all’annata scorsa. È inevitabile, uno pensa, se si guarda il piazzamento in classifica e uno dei gironi d’andata più brutti a livello statistico della storia del calcio professionistico. Oltre alla titolarità, Ranieri c’ha rimesso pure la fascia di capitano, incerimoniosamente consegnata da Vanoli a De Gea dal giorno alla notte, mentre lo spogliatoio stava per esplodergli in mano dopo i fattacci di Sassuolo. Come Comuzzo ma per motivi differenti, Ranieri è un giocatore divisivo: molti lo apprezzano per la determinazione e l’attaccamento alla maglia, altri lo detestano per il troppo zelo, le scenate e i suoi atteggiamenti in campo, a tratti poco ortodossi. Finché ha indossato la fascia al braccio quest’anno, ha vissuto ogni partita come una piccola guerra personale tra lui e la terna arbitrale, cercando di difendere la sua squadra come il capitano del Titanic difendeva la sua nave con disperazione al cospetto dell’inevitabile e imminente disastro.
Perché tenerlo: potrebbe rivelarsi una buona opzione dalla panchina. In fondo Ranieri da epurato di questa rosa si è trasformato in titolare per assenza di reali alternative nel suo ruolo, e anche per il lavoro svolto e l’impegno profuso, che nessuno gli nega. Ma se dovesse arrivare (e si spera che sia così) un centrale di spessore in grado di guidare realmente la difesa, allora lui tornerebbe a sedersi con ogni probabilità in panchina. È un ragazzo che conosce benissimo l’ambiente, essendo ormai un fiorentino d’adozione, e ha sempre mostrato un grande attaccamento alla maglia, nonostante tutto.
Perché venderlo: difficile che abbia mercato, e in ogni caso sarebbe utopistico attendersi un incasso al di sopra dei 5/6 mln per una sua eventuale cessione. In tal caso, servirebbe solo a far spazio a uno o due colpi in difesa, tenendo conto del fatto che Grosso potrà pure lavorare con una rosa “corta” in assenza di impegni europei.
Cosa faresti con Ranieri?
PONGRACIC
Oggetto misterioso. Ad oggi è oscuro ai più il motivo per cui questo centralone croato abbia totalizzato così tante presenze in stagione, oltre all’involuzione drastica di Comuzzo. È un difensore che a tratti sembra totalmente inadeguato nel suo ruolo, incapace di fare anche le cose più elementari, tipo marcare il suo uomo senza abbracciarlo da dietro come un orso, o non girarsi di schiena ogni volta che un avversario (a cui lui ha intelligentemente concesso metri di spazio) tira dalla distanza sulla sua traiettoria. Un mezzo disastro (anche economico, vista la cifra spesa) che la Fiorentina si ritrova tra capo e collo.
Perché tenerlo: non ci sono oggettivamente troppi motivi per caldeggiare una terza stagione di Pongracic a Firenze. Due sono bastate, e sono state pure troppe.
Perché venderlo: è possibile sperare che qualche folle si faccia affascinare dalle sue prestazioni al Mondiale, al quale parteciperà con la sua Croazia. Beffardamente, l’unico viola a parteciparvi. Sarebbe però impensabile ottenere una cifra anche solo lontanamente vicina ai 15mln + bonus che Corvino ha fregato a Pradè due estati fa.
Cosa faresti con Pongracic?
VALENTINI
Dopo due prestiti a Verona è ora di capire di che pasta è fatto Valentini qui a Firenze. Se non resta, è evidente che il club e la dirigenza si sono fatti un’idea ben precisa di lui, osservandolo in una piazza comunque “vicina”. Se resta, dovrà comunque adattarsi alla difesa a 4, e lui ha giocato prevalentemente a 3.
Perché tenerlo: solo per rimpolpare il reparto e aggiungersi alle seconde linee. Non strettamente necessario però, come detto, in assenza del doppio impegno.
Perché venderlo: potrebbe aver mercato in qualche squadra di bassa Serie A. L’incasso non sarebbe monstre, ma comunque una plusvalenza (seppur minima) rispetto al suo ingaggio a parametro zero, e in un’annata di austerity in cui Paratici dovrà fare di necessità virtù, potrebbe non essere molto, ma potrebbe anche essere utile.
Cosa faresti con Valentini?
MORENO
Matias Moreno è un altro di quegli acquisti interlocutori, che ti lasciano il dubbio sull’effettiva validità dell’operazione: come Valentini, un giocatore marginalizzato che viene mandato in prestito e sembra restarci all’infinito finché il suo contratto non scade, o qualche squadra lo riscatta. Quella squadra doveva essere il Levante, bassa classifica di Liga e una salvezza ottenuta grazie anche alle prestazioni di questo giovane centrale argentino. Grosso si ritroverà in ritiro un difensore in più: difficile prevedere se rimarrà qui o se cercheranno una nuova sistemazione per lui.
Perché tenerlo: la sua permanenza sarebbe legata solo a due cose: una scelta del mister, o la cessione di uno o più pezzi della retroguardia. Rimarrebbe a fare il sostituto, a meno di clamorosi sviluppi.
Perché venderlo: sperare che qualche club di Liga lo abbia seguito e voglia acquistarlo dopo la stagione al Levante, che ha scientificamente evitato il riscatto a 15 milioni (oggettivamente troppi).
Cosa faresti con Moreno?
KOSPO E KOUADIO
Due ragazzi che difficilmente si imporranno nelle rotazioni della prima squadra, ma da tenere comunque di conto per la prossima stagione. Sono stati parte integrante della Primavera scudettata, ma il salto tra i grandi è tutt’altra cosa.
Perché tenerli: in caso di smantellamento della difesa, si rivelerebbero come risorse interne, non sappiamo quanto affidabili, ma comunque già abili e arruolabili.
Perché prestarli: Kouadio ha estimatori in B, un prestito sarebbe una soluzione ideale. Su Kospo la situazione è più incerta, ma è comunque da escludere per entrambi una cessione a titolo definitivo.


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