Vai al contenuto
×

Lo spirito dei nuovi e l'ex capitano recuperato: così salvarsi si può, ma senza illusioni o arroganza

Nel gelo di Polonia un ampio turnover: priorità al campionato. All'orizzonte un derby ad alta tensione

Ci speravano in pochi, ma in fondo questi sono i punti più pesanti. Perché a Como ci vincono in pochi (nello specifico, fin qui, solo il Milan c'era riuscito) e perché serviva una prestazione pragmatica e concreta, di gruppo nella capacità di saper soffrire. Dopo una serie che sembrava infinita di punti persi soprattutto nei finali, con l'autogol di Parisi la Fiorentina ha guardato nuovamente in faccia vecchi e recenti fantasmi. Superandoli, però, allontanando la paura. Facendo bottino pieno, per una volta.

sponsored

SACRIFICIO. Una vera boccata d'ossigeno. Non tanto per la classifica, perché la vittoria del Lecce a Cagliari fa rimanere i viola al terz'ultimo posto a -3 dalla salvezza. Ma Verona e Pisa sono ora più distanziate, Genoa e Cremonese sono tornate a distanza ravvicinata. Salvarsi, con questo atteggiamento, si può. Anche se la vera sfida per la Fiorentina è non abbassare il livello di attenzione, concentrazione, sacrificio. A Como c'era il rischio di essere messi in mezzo dall'organizzazione della squadra di Fabregas, cancellato dalla voglia di coprire il campo con ordine e dall'attaccamento alla causa. Contro il Pisa sarà tutta un'altra partita, evidentemente, a livello tattico e di tensione. E non si potrà mollare di un centimetro per centrare una vittoria che diventa vitale.

sponsored

LO SPIRITO GIUSTO. Da Como la Fiorentina si è portata a casa più di una semplice vittoria. Ha ritrovato anche pezzi importanti. Kean di nuovo a segno e freddo dal dischetto (dopo gli errori della scorsa stagione), Fagioli leader e incisivo davanti, ma anche lo spirito dei nuovi: Solomon e Harrison sono stati spesso terzini aggiunti per coprire gli esterni del Como, una voglia di sacrificarsi rivelatasi decisiva. Così come Brescianini: meno inserimenti, tanto lavoro oscuro nella pressione e in copertura. Ma anche aver recuperato un difensore come Ranieri è un fattore prezioso. Un mese complicato per l'ex capitano, che dopo i diversi errori (suoi come degli altri compagni) aveva perso posto e fascia. Ma si è rimesso sotto con dedizione e attaccamento alla maglia, è tornato titolare dopo sei panchine di fila e, in mezzo ad una prova con tanti interventi positivi, ha trascinato gli altri con atteggiamenti giusti, da leader. Gli abbracci con De Gea, le pacche a Parisi, Dodo e compagni. Serve anche questo, perché gare del genere si portano a casa tutti insieme. Sarà così anche per le prossime. Quando, in attesa di poter vedere Rugani, Ranieri sarà una risorsa nelle rotazioni.

sponsored

TANTI CAMBI. Ora in programma il viaggio in Polonia. L'andata dei playoff di Conference contro lo Jagiellonia, perché tra le difficoltà di stagione la Fiorentina non si è fatta mancare neanche il mancato accesso agli Ottavi. E così ecco un doppio incrocio che senz'altro da un lato può essere l'occasione per far prendere minuti e consapevolezza a chi sta giocando meno, dall'altro però inevitabilmente toglierà energie psico-fisiche alla lotta salvezza che resta una priorità. Si parte con una trasferta nel gelo di Białystok, dove sono attesi anche -10 gradi. Facile immaginare, sulla scia della Coppa Italia, una formazione molto rimaneggiata. Ma comunque con giocatori chiamati a sfruttare la chance e non fare figuracce. Perchè poi, più avanti, chissà, la Conference potrebbe riservare anche una ghiotta opportunità. Piccoli, Ndour, Fabbian, Fortini, forse anche Gosens. Magari Lezzerini tra i pali (non c'è Christensen in Lista Uefa), chissà. O qualche giovane, anche in corso d'opera, vedi Balbo, Kouadio o Braschi.

DERBY DA VINCERE. Chiaro però che la priorità andrà a Fiorentina-Pisa di lunedì. Un derby che si annuncia infuocato e cruciale. I nerazzurri ancora hanno negli occhi la sfida dell'andata in cui si sentirono penalizzati, i viola devono assolutamente far bottino pieno per non vanificare l'ultimo ottimo risultato. Anche perché nel prossimo weekend il Lecce ospiterà l'Inter capolista e la Cremonese farà visita alla Roma, mentre in programma c'è anche Genoa-Torino altrettanto delicato. Il rischio più grande, per questa Fiorentina, è quello di ricadere nella presunzione di essere migliori o più forti, nella leggerezza dell'arroganza, come accaduto dopo i risultati positivi di inizio 2026. La crisi non è ancora passata, anzi, la classifica è lì a ricordarlo. Un dirigente esperto e capace come Paratici lo farà ben presente a tutto il gruppo.


Lascia un commento