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La sconfinata eredità di Barone: Commisso resta l'unico faro

Nella Fiorentina viene a mancare colui che oggettivamente decideva tutto e si occupava di tutto: impossibile sostituirlo

Oggi inizia una nuova era della Fiorentina, è l’ora di compattarsi come un sol uomo. La storia lo ha insegnato a Biraghi, Milenkovic, al medico sociale Pengue, quelli che erano nell’albergo di Udine con Astori sei anni fa. Sanno come muoversi alla perfezione per il fatto di esserci già passati.

Scrive La Nazione. Sanno confortare i figli di Joe, la moglie Camilla, con tutte le attenzioni del mondo. Arriva Italiano con la famiglia, è scosso. Una settimana fa aveva fatto capire che la sua avventura viola potrebbe finire a giugno.

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Adesso, con quello che è successo, dubitiamo voglia lasciare questa famiglia. Ma sono solo sensazioni. Commisso pensa fast fast fast anche quando è annientato dal dolore, è nel suo dna: in serata fa sapere che la villa centro del Viola Park sarà intitolata a Joe Barone.

Scelta logica e lucida: la colonica è al centro del villaggio viola così come Barone era il punto di riferimento per tutto. E per tutti. Ci saranno nuove assunzioni di responsabilità alla Fiorentina. Joe lascia un’eredità sconfinata perché faceva mille cose al giorno e ne decideva altrettante.

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Lui, italiano cresciuto in America, preferiva farsi chiamare Giuseppe per rivendicare le sue origini.

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