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La gioventù non deve essere una scusa, manca concretezza. Ecco i problemi emersi sul piano del gioco. Lafont, Gerson, Pjaca, al di sotto delle aspettative. Peccato rinunciare a Veretout...

Fa male. Un solo punto nelle prime quattro trasferte fa male. E lo fa ancor di più se si pensa che contro Napoli, Inter, Sampdoria e Lazio la Fiorentina non è mai stata messa sotto completamente o sovrastata da formazioni più forte di lei.

Probabilmente più forti lo sono sulla carta, ma quando affrontate dai viola non sono mai state irresistibile. E così è stato anche all’Olimpico contro la Lazio. Ancora una volta i viola, purtroppo, hanno evidenziato i problemi che si portano dietro da inizio stagione: mancanza di concretezza sotto porta, ma non solo.

Anche sul piano del gioco, delle prestazioni, delle scelte dei giocatori, qualcosa non va come dovrebbe. Il calcio è pieno di frasi fatte e scontate come si vince e si perde tutti assieme. Vero, ma ci sono giocatori che in questo momento non stanno rispondendo secondo le aspettative, prime di Pioli e della società, poi dei tifosi.

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I GIOCATORI PIU' ATTESI NON RENDONO. La Fiorentina ha deciso di puntare su un portiere giovanissimo come Lafont, sul quale ha investito tanti soldi. Il problema è che quando prova a intervenire dentro l’area o esce dai pali mette spesso i brividi a tutti.

A centrocampo è stato deciso di puntare su Gerson, ma il giocatore visto fino a oggi difficilmente può essere utile alla causa viola. Il tutto senza dimenticare dopo che per tutta l’estate Pioli ha voluto fortemente la conferma di un regista classico come Badelj, poi passato alla Lazio, il tecnico e la società hanno deciso di ‘adattare’ in quel ruolo Veretout, che lo scorso anno era stato il giocatore più importante per la fase offensiva (per le sue incursioni nella metà campo avversaria e i gol) rinunciando a tutto questo.

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Senza un regista a calcio non giochi, soprattutto fuori casa dove nel mezzo ci vuole gente che non si nasconde come Benassi e Gerson (discorso uguale anche quando c’è Edimilson): se sono in quelle condizioni, meglio giocare a quattro a centrocampo.

Una Fiorentina che è la squadra più giovane d’Europa ma questa non deve essere una scusante. Contro la Lazio i viola hanno giocato senza la giusta cattiveria: invece di saltargli addosso perché erano in difficoltà, gli hanno lasciato campo.

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IL PROBLEMA DELL'ATTACCO. Il suo tridente titolare ha un potenziale di gol di soli 23 gol (14 Simeone e 8 Chiesa nella scorsa stagione, uno Pjaca in questa stagione e anche il primo in Serie A). Troppo poco per una squadra che vuol fare una stagione da protagonista.

Simeone corre, lotta, ma tira poco o nulla e i gol non arrivano. Chiesa è in assoluto il miglior viola ma ancora non trova la porta con continuità. Poi c'è Pjaca. La Fiorentina l’ha cercato e aspettato per tutta l’estate, doveva essere il giocatore capace di far fare un salto di qualità a tutta la squadra.

Di farle cambiare volto. A oggi, però, niente di tutto questo. In sostanza molto fumo e poco arrosto per un giocatore che invece dovrebbe fare e dare molto di più L'ALTRO PROBLEMA È IL GIOCO. La squadra di Pioli gioca principalmente, in maniera predominante, sulle fasce, lasciando perennemente il centrocampo agli avversari.

È successo anche con squadre come Udinese ed Atalanta. Se sulle fasce fai la partita, cioè Chiesa fa la gara, allora riesci a combinare qualcosa, altrimenti sei una squadra che non fa pressione sulla trequarti avversaria perché giochi a quattro dietro con la linea sulla nostra trequarti.

E' una Fiorentina che non hai degli incontristi, se non Benassi, per una ripartenza a rubare palla. Quello che lo faceva meglio, Veretout, adesso viene fatto giocare a far fare i passaggi laterali sugli esterni bassi. In molti diranno che la Fiorentina vince le gare che deve vincere e perde quelle che deve perdere perché incontra avversari più forti, ma in questa maniera difficilmente potrà essere una stagione competitiva e da protagonista.

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