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La Fiorentina spaventa la Roma, poi la beffa. Giocatori viola crollati a terra dopo il 2-2

Grande primo tempo viola, tremano i giallorossi. Nella ripresa succede di tutto: alla fine Llorente la riacciuffa

L’urlo improvviso di Diego Llorente sconquassa il Franchi all'ultimo tiro: finisce 2-2 una partita strana, volatile, emozionante, che la Fiorentina ha avuto due volte in pugno senza chiuderla e che la Roma ha capito poco senza però mai abbandonarla.

Come scrive il Corriere dello Sport, i giocatori della Fiorentina a quel punto sono crollati a terra, sotto shock. Pregustavano il meritato trionfo e invece hanno pagato i troppi sprechi, compreso il rigore di Biraghi sul 2-1.

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È stata una serata di sorprese. De Rossi ha cambiato tre giocatori rispetto al Brighton ma soprattutto il modulo, difendendo a cinque con il mancino Angeliño sulla fascia meno conosciuta: la destra. Italiano invece, con quattro novità dopo la battaglia di Budapest, ha modificato l’atteggiamento, preferendo aspettare la Roma per non concederle la profondità.

I fatti hanno premiato la Fiorentina che ha confezionato la partita che desiderava, specie grazie al lavoro sulle fasce, quelle che De Rossi sperava di neutralizzare. Sottil, imprendibile per un tempo, ha fatto subito ammonire Mancini, costringendo la Roma a cambiare assetto e poi il singolo, a rischio espulsione: anche Huijsen, curiosamente, sarebbe stato ammonito per un fallo su Sottil.

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Ma in generale la Fiorentina si è resa pericolosa in tutti i duelli aerei, come nell’angolo dell'1-0 in cui Nico Gonzalez ha spizzato per Ranieri: è stata la dodicesima rete di testa della squadra. Ogni cross era un incubo per Svilar, che non ha incassato il 2-0 prima dell’intervallo perché gli attaccanti avversari non sono stati abbastanza precisi.

Prezioso, nel piano tattico della Viola, è stato il lavoro dell’ex Belotti. E la difesa, con i terzini Kayode e Biraghi sempre pronti a stringere per aiutare i centrali, ha sofferto pochissimo nonostante il 39,5% di possesso palla.

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Allora De Rossi, per la prima volta in svantaggio nel suo campionato alla pausa, ha cambiato sistemando la squadra con il solito 4-3-3. Italiano invece è ripartito con Ikoné al posto di Nico, acciaccato. Con la nuova disposizione tattica, la Roma ha preso il controllo della situazione approfittando anche del calo di intensità dell’avversario.

E dopo una bella parata di Terracciano su Cristante ha pescato il pareggio ispirato da Dybala finalmente padrone tra le linee e rifinito da Angeliño, molto più a suo agio nel suo ruolo: abile a concludere di testa Aouar, al terzo gol in A sempre in trasferta.

Sembrava pronto il passaggio di consegne, visto che la Fiorentina ha avvertito un momento di sbandamento. Ma il calcio non sempre segue l’abbrivio del gioco. E così quando Biraghi ha messo dentro il suo primo cross, l’indemoniato Belotti ha fatto la torre per Mandragora che ha sfruttato un blackout difensivo per far esplodere la Fiesole.

Roma sconvolta. Poi Belotti, assetato di vendetta, si è preso anche il rigore (non c’era) che Biraghi ha calciato addosso allo specialista Svilar: quarta trasformazione di fila sbagliata dalla Viola. Errore esiziale che la Fiorentina avrebbe rimpianto all’ultimo assalto.

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