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Là, dove hanno ben speso e volano. Qua, dove si è sperperato e resta solo la speranza

Per la Fiorentina c’è la sfida col Como. Due realtà che dovevano lottare per le zone altissime. Una lo sta facendo, l’altra no

Il Como sta riscrivendo la propria storia. Prevedibile? Sì, non scontato, ma neanche così inaspettato. Può capitare quando s’investe quello che la proprietà comasca ha speso per un progetto tecnico che, fin qui, ha avuto budget illimitato e un regista con un‘idea ben chiara in testa come Fabregas. Con la vittoria ai rigori sul Napoli, intanto, la prossima avversaria della Fiorentina ha centrato la seconda semifinale della sua storia. Magari non porterà a nulla, ma sarebbe curioso e beffardo se, dopo la vittoria della Conference della Roma, dell’Europa League dell’Atalanta e della Coppa Italia del Bologna, qualche Coppa Italia e Supercoppa vinta dal contestatissimo Lotito con la Lazio, oltre che dei due Scudetti vinti dal Napoli, la lista dei club che alzano trofei si dovesse allungare ancora con altre e nuove realtà come quella comasca. Ad eccezione della Fiorentina, ovviamente, che i suoi trofei li ha gettati sul più bello (per colpa di chi più si voglia ritenere colpevole a seconda delle opinioni).

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Poi, sarà da vedere sul lungo periodo se, quanto e come durerà il progetto Como (più o meno lo stesso si diceva dell’Atalanta), ma questo è un discorso legato al domani. In caso di accesso in Europa, ad esempio, subentreranno tutti i vincoli dei parametri Uefa, del fair play finanziario etc. Tra l’altro, se Fabregas dovesse andare altrove, trovare una figura come quella non sarebbe certo cosa semplice. ‘Problemi’ loro, quelli della Fiorentina sono ben altri. Decisamente più imminenti e pericolosi. 

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Quella col Como doveva essere una sfida tra candidate all’ingresso in Champions. Peccato che, a proposito di quanto sopra, loro gli investimenti estivi li abbiano ponderati e azzeccati, la Fiorentina no. Il Como la scorsa estate ha sborsato 109 milioni di euro di acquisti, la Fiorentina 90 tra nuovi calciatori e riscatti. E quanti soldi siano arrivati dalle cessioni poco importa, perché il problema degli ultimi anni della Fiorentina non è stato il saldo entrate/uscite, ma come quei soldi sono stati spesi, cioè in maniera disastrosa.

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Così, la gara del Sinigaglia assume i crismi della classica ricerca dell’impresa titanica per la squadra gigliata. L’arrendevolezza evidenziata dalla truppa di Vanoli nella recente sfida di Coppa Italia col Como stesso, i clamorosi recenti tonfi, tra cui il pari subito dal Torino a tempo scaduto e le enormi fragilità messe in ripetutamente in mostra da una rosa incapace di tirarsi fuori dalle ultime tre posizioni della classifica sostanzialmente da inizio stagione, sono tutti elementi che non fanno ben sperare. 

Per quanto riguarda quello che poteva essere, ormai, è andata così. Il presente e il futuro della Fiorentina sono ancora tutti da scrivere. Chissà che con Paratici e un nuovo tecnico non possa finalmente nascere un anno zero da cui iniziare una rapida risalita nelle gerarchie del calcio italiano. Pensieri, illusioni? Può essere. Prima c’è da ottenere la salvezza, a tutti i costi. Poi si vedrà.


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