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Il solito copione, con il finale già scritto. E quel cambio di Vanoli ha messo i brividi al Franchi

Il pari del Torino nei minuti di recupero cancella la rimonta viola e le buone sensazioni intraviste nel secondo tempo

Quella sensazione di mestizia a fine partita è ormai diventata una paurosa normalità per il tifoso della Fiorentina. Al Franchi o sul divano, il comune denominatore è lo stesso. Partite sempre uguali, correzioni che non arrivano. Errori i medesimi. Di atteggiamento e non solo. Il concetto del 'tanto c'è la prossima' che spaventa. Eccome. Perché l'appuntamento con la vittoria non arriva mai. Nemmeno contro un Torino decimato, in balia della Fiorentina per gran parte della partita. Perché poi - come scritto dopo Napoli - la squadra di Vanoli non gioca nemmeno male quando prova a fare un po' di calcio. E tutto sommato di buono c'è da prendersi qualcosa. Come la reazione dopo lo svantaggio. Un intervallo ben fatto e la capacità di ribaltarla. Con cose di calcio. Un pallone recuperato alto e un bel tiro all'incrocio. E poi con una bella transizione finalizzata da Kean, fin lì sprecone sotto porta. Insomma, qualcosa si può fare. Ci si può persino divertire in alcuni momenti. Poi però la realtà impone altre riflessioni. Perché non passa partita senza un paio di orrori clamorosi.

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ERRORI EVIDENTI. Com'è possibile in Serie A comportarsi come Dodo in occasione del primo gol di Casadei? D'accordo, su Ilkhan non c'è pressione, ma quella palla scoperta è leggibilissima per un terzino, che oltre a non marcare tiene in gioco tutti, pur potendo serenamente guardare la linea. Se uno sceglie di non marcare il centrocampista che si inserisce, almeno provi a metterlo in fuorigioco. La ricerca della colpa individuale di certo non aiuta e serve anche a poco. Poi nel corso della settimana Vanoli e il suo staff cercheranno anche di capire come mai Parisi, il più piccolo di tutti, fosse il primo a saltare su Maripan in pieno recupero. Palle inattive. Minuti finali. Un concentrato di disperazione che porta via punti su punti. E pure un po' di speranze.

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FISCHI. I fischi del Franchi rimbombano ancora, nelle orecchie dei calciatori e di Vanoli. Difficile comprendere come sia venuto in mente il doppio cambio del minuto 85, con Solomon e Kean fuori, per Ranieri e Piccoli. Un brivido ha percorso la schiena di tutti gli spettatori. Perché è un film già visto. Di quelli piaciuti poco. Squadra abbassata a far la battaglia dentro l'area. Messaggio tremendo inviato ai giocatori in campo, anche se poi il tecnico nel dopo partita non si è mostrato d'accordo con questa lettura. Eppure da lì in avanti la Fiorentina è cambiata. Il Torino è cresciuto e ha dato il via all'assalto che ha portato al pareggio. Lo stesso Vanoli ha parlato della solita 'paura' nella squadra, ma il primo che l'ha avuta è stato lui.

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ANSIA GUD. Gli aspetti positivi rimarcati nel dopo partita rimangono schiacciati da quel che non va. La speranza è di aver ritrovato un Kean in discreta condizione fisica. E un Solomon che si conferma prospetto realmente interessante. La Fiorentina perderà Gudmundsson per diverse settimane. Quelle nelle quali servono punti a tutti i costi. Il Como, poi la coppa (a questo punto da affrontare con le riserve, non c'è alternativa, ed è un peccato) e un derby col Pisa da brividi. Oggi, per questa Fiorentina, qualsiasi avversario nasconde insidie. Perché fondamentalmente un paio di gol a partita la squadra viola se li fa da sola. 


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