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Il Sognatore Viola - Vanoli e la Fiorentina hanno usato troppa carota e troppo poco bastone

Dopo il 4-0 contro la Roma, la Fiorentina appare senza identità: «Vanoli ha usato troppa carota» e ora serve ricostruire su basi sane

La delusione è enorme, dopo la pesante sconfitta contro la Roma. La Fiorentina, in questo momento, potrebbe essere paragonata al Sud del Libano: un campo di rovine, senza testa né coda, con tutto da ricostruire senza nemmeno sapere da dove iniziare. Ogni giocatore viola sembra essere diventato problematico, per varie ragioni

Chi, come Kean, perché è quasi sempre infortunato - tranne quando gioca la Nazionale -, perché usufruisce di permessi speciali che potrebbero contribuire a spaccare lo spogliatoio e soprattutto perché è il giocatore meglio pagato della Fiorentina e avrebbe dovuto essere il trascinatore della squadra. Gosens, De Gea e Dodô, che erano pilastri della squadra lo scorso anno, sono lontani parenti dei giocatori ammirati in passato. Brescianini, Fabbian, Fazzini e Piccoli, sui quali la Fiorentina ha fatto investimenti importanti, mancano per ora della personalità giusta per incidere. Senza dimenticare Sohm, che tornerà quasi sicuramente dal suo prestito al Bologna senza essere riscattato. La Fiorentina potrebbe ripartire la prossima stagione da Fagioli, da Parisi e da chi altro? Fagioli è forte, ma non è un fuoriclasse in grado di trasformare una squadra mediocre: quando gli altri affondano, affonda anche lui. Parisi dà velocità alla manovra, però tende a essere spesso infortunato. Luca Ranieri sente questa maglia, tuttavia alterna buone prestazioni a partite mediocri.

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Io ho difeso Vanoli, perché conosco il valore della stabilità, vivendo in Libano: cambiare può a volte migliorare le cose, ma non è sempre così. Però, dopo una partita come quella contro la Roma, è impossibile difendere chiunque. Vanoli non è sicuramente l’unico colpevole, perché anche Stefano Pioli, allenatore d’esperienza che è comunque riuscito a vincere lo scudetto con il Milan, è affondato con questa squadra, facendola precipitare all’ultimo posto in classifica. Quindi, logicamente, c’è un problema strutturale, di incompatibilità tra i giocatori, ma anche di un ambiente che non fa capire a questi calciatori che la Fiorentina dovrebbe lottare alla pari con una squadra come la Roma. 

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E qui tocchiamo il tema della società e del Viola Park. Infatti, nel suo cammino, la squadra ha seguito alla perfezione la “tabella Ferrari”, che il direttore generale della Fiorentina aveva posto come obiettivo a gennaio. Possiamo dire che questa tabella, autorizzando alcune sconfitte, abbia tolto pressione ai giocatori e aiutato la squadra a uscire dalla zona retrocessione. Tuttavia, quella tabella non era una finalità in sé: in molti pensavano che, con una situazione di classifica più tranquilla, la Fiorentina avrebbe potuto tornare a essere una buona squadra e finire il campionato tra le prime dieci. Nel contratto di Vanoli c’erano dei bonus legati alla qualificazione in Europa League o in Conference League, quindi, quando era stato assunto, la società credeva ancora nella rimonta.

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La situazione si è poi rivelata molto più complessa del previsto e ci sono voluti mesi alla Fiorentina di Vanoli per uscire dalla zona retrocessione. Eppure è legittimo chiedersi perché non abbia continuato ad andare in ritiro, anche per ventiquattr’ore, prima di ogni partita, da quando la Fiorentina ha incrementato il suo vantaggio su squadre come la Cremonese e il Lecce. Il divario tecnico tra la Roma e la Fiorentina non è così ampio da giustificare questo 4-0. È l’atteggiamento che ha fatto la differenza. La squadra di Gasperini voleva vincere e non si è accontentata di segnare un gol, o due. Continuava ad attaccare anche vincendo con quattro gol di scarto, e questo dovrebbe essere un esempio per noi, per il futuro.

Invece la Fiorentina è scesa molle in campo, con la “tabella Ferrari” in mano e l’idea di essere autorizzata a perdere contro la Roma. Questa squadra, che dovrebbe essere al settimo posto se consideriamo il monte ingaggi, si è quindi accontentata del suo sedicesimo posto in classifica. L’idea del ritiro prima di ogni partita è semplice: bisognava continuare a ricordare a questi giocatori che la loro stagione è stata fallimentare e che, anche se la salvezza è stata quasi raggiunta, non è affatto una ragione per rilassarsi o festeggiare.

Rimangono tre partite e la Fiorentina ha l’obbligo di salvarsi al più presto e di onorare questo finale di campionato, facendo più punti possibile. Vanoli ha usato troppa carota e troppo poco bastone. Fosse per me, avrei fatto ritiri prima di ogni partita nel 2026, perché, chiaramente, ci sono alcuni giocatori che non hanno una vita da atleti fuori dal campo. Tuttavia, qui le colpe sono anche della società e di Paratici, che si sono accontentati di questa situazione, che sta purtroppo svalutando il valore di mercato della squadra. I giocatori della Fiorentina sono mediocri, o giocano in modo mediocre, e giustamente i tifosi non li vogliono più in squadra l’anno prossimo: tuttavia, le loro prestazioni scadenti li rendono anche poco appetibili sul mercato. E quindi, in un senso o nell’altro, sarà la Fiorentina a rimetterci.

Vorrei vedere Braschi in campo in queste ultime tre partite, e faccio anche i nomi di Puzzoli e Trapani. E vorrei ripartire dai giovani l’anno prossimo: se è per fare figuracce come quella contro la Roma, non serve a niente andare a comprare dei Gudmundsson, dei Pongracic o degli Harrison. Tanto vale schierare Martinelli in porta, Sadotti e Romani in difesa, Amatucci a centrocampo e via dicendo. Forse perderemo lo stesso, ma almeno i giocatori daranno tutto per la maglia, lottando per questi colori. E alla fine è l’atteggiamento che fa la differenza, e avremo la soddisfazione di vedere crescere i giocatori del nostro vivaio seguendo un po’ il modello dell’Athletic Bilbao.

Per ricostruire delle province devastate, la condizione indispensabile è la pace, che ancora non c’è. E, per ricostruire una squadra come la Fiorentina su basi sane, ci vogliono visione, competenza e soprattutto valori. A voi la piuma: non pensate che Vanoli avrebbe ottenuto risultati migliori con un approccio più duro con questi giocatori? E siete pronti a sostenere i nostri giovani, senza criticarli troppo, anche quando sbagliano?

Erik Vincenti Zakhia è uno scrittore, poeta, ingegnere, esperto di permacultura e attivista per la pace, oltre che un tifoso della Fiorentina. Ha 34 anni, ed abita ad Amchit, in Libano, con la sua famiglia (tutti tifosi viola)

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