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Il Sognatore Viola - La Fiorentina non può e non deve arrendersi

Dal Libano, tra guerra e amarezza, resta una speranza: battere il Crystal Palace e salvare una stagione fin qui deludente

A volte il cuore è troppo pieno di amarezza per parlare, per scrivere. Che cosa rimane di un sogno quando perde le ali? Non può più volare e assomiglia sempre più a quelle lanterne cinesi - piccole mongolfiere di carta che salgono nel cielo finché la fiamma al loro interno brucia e che, all’improvviso, si spengono, iniziando a precipitare.

La giornata di ieri è stata particolarmente nera in Libano, con più di 300 vittime e 1700 feriti a causa della guerra in meno di ventiquattr’ore. Io sono un pacifista, contrario alla violenza da qualunque lato provenga. Credo che ogni persona che impugna un’arma abbia torto, nel 2026. Possiamo comunicare in tempo reale con quasi ogni cittadino, dovunque abiti sulla Terra: abbiamo migliaia di strumenti per parlarci, per capirci. Com’è possibile che odio e paura accechino ancora il cuore degli esseri umani, spingendoli a buttare via senza pensarci due volte il bene più prezioso che esista: la vita? Possiamo affermare senza dubbio che tutti quelli che usano mezzi violenti siano, o siano stati, in malafede per arrivare a tali situazioni.

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È quasi assurdo dover commentare un’altra sconfitta della Fiorentina in una situazione del genere. Che importanza può avere il calcio quando persone muoiono ogni giorno?

È difficile dare una risposta soddisfacente a questa domanda. Il calcio è importante, perché rende la gente felice (i tifosi del Crystal Palace) o triste (il popolo viola). Dà emozioni all’essere umano. E, vorrei aggiungere, è anche una forma di accettazione dell’altro. È vero che gli inglesi hanno vinto stasera, però alla fine i giocatori si sono stretti la mano. I tifosi della Fiorentina hanno lasciato il Selhurst Park in modo civile. Questo sembra banale, però non lo è, considerando secoli e secoli di conflitti armati nel mondo, anche tra l’Italia e l’Inghilterra.

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Infatti, i paesi in guerra rifiutano di parlarsi, e i cittadini di quei paesi rifiutano di venire a contatto gli uni con gli altri. Per fare un esempio, si potrà dire che il conflitto tra l'Ucraina e la Russia sarà davvero finito il giorno in cui questi due paesi torneranno ad “affrontarsi” su un campo di calcio. Il calcio, come l’arte e la musica, permette di costruire ponti tra le culture.

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Oggi abbiamo seguito la partita della Fiorentina contro il Crystal Palace in diretta dal Libano. Speravamo in un risultato positivo, per dare un senso a questa stagione così sofferta e mantenere vivo il sogno di andare fino in fondo alla Conference League. Purtroppo, il rigore causato ingenuamente da Dodô ha tagliato le gambe alla squadra, e il risultato finale è abbastanza pesante. Per rimontare uno 0-3, ci vuole una vera impresa. Nella storia del calcio ci sono squadre che sono riuscite a ribaltare risultati così pesanti, tuttavia si tratta di qualcosa di molto difficile da fare, e ci vogliono determinazione, forza e fortuna per riuscirci. Si tratterebbe proprio di un miracolo calcistico.

I tifosi viola sono sprofondati in un umore nero dopo questa partita. Ogni passo falso in questa stagione sciagurata basta a ridare vita agli spettri che popolano i nostri incubi. Alcuni giorni fa, una parte importante dell’ambiente fiorentino era fiduciosa per la corsa salvezza e per la Conference. Dopo questo 3-0 netto, l’idea di essere invischiati nella lotta salvezza fino all’ultima partita di campionato torna a farci tremare.

Il problema della Fiorentina è che è una squadra inaffidabile. Non sappiamo mai quale versione della Viola scenderà in campo: quella paurosa, impacciata e senza idee di inizio stagione, o quella determinata, capace di battere Como e Bologna e di pareggiare contro l’Inter mettendo la capolista in seria difficoltà.

È vietato deprimersi adesso. C’è la Lazio che arriva al Franchi. La Fiorentina può giocare senza pressioni eccessive, con l'obiettivo di pareggiare: non mi piace affatto scriverlo, perché dal mio punto di vista la Fiorentina dovrebbe sempre cercare di vincere. Però, in questa stagione così travagliata, la Fiorentina riesce a ottenere risultati migliori quando non è obbligata a vincere.

Il primo commento dei miei cari è stato chiedermi: ma perché Vanoli non ha fatto un ritiro prima della partita contro il Crystal Palace, visto che quella gara poteva dare un senso a questa stagione? Ripropongo quest’idea: la Fiorentina organizzi un ritiro prima della Lazio e prima della partita di ritorno contro il Crystal Palace. Troppo spesso i giocatori viola scendono in campo poco concentrati (una volta è Dodô, la seconda Comuzzo, la terza Pongracic…). Dopo i ritiri, anche di sole 24 ore, la Fiorentina ha vinto parecchie partite decisive.

Sarebbe sbagliato aspettare un eventuale passo falso contro la Lazio per organizzare un ritiro. La Fiorentina ha ora 5 punti di margine sulla zona retrocessione. Bisogna mantenere questo distacco o aumentarlo.

C’è un errore che la società ha fatto, secondo me, e non è la prima volta che scrivo su quest’argomento. La dirigenza ha accettato un po’ troppo facilmente l’idea che la Fiorentina lotti per non retrocedere quest’anno, senza prendere contromisure. In linea di principio, il fatto che i giocatori abbiano reso sotto le aspettative, e ben al di sotto del valore dello stipendio che percepiscono, dovrebbe essere ricordato loro ogni giorno. Fino a questo quarto di finale contro il Crystal Palace, davo ai giocatori il beneficio del dubbio: mi dicevo che, se avessero finalmente messo in campo tutta la rabbia accumulata durante la stagione, avrebbero ancora potuto scrivere la storia. Tuttavia, questo 3-0 ci condanna quasi. Si può ancora superare il turno, però ci vorrà un approccio completamente diverso. Va fatto capire ai giocatori che questa stagione sarà ricordata come una delle peggiori della storia della Fiorentina, se si salveranno in campionato ma non riusciranno ad andare avanti in Conference League. La salvezza non è un obiettivo in sé: è un obbligo. L’obiettivo era migliorare il sesto posto dell’anno scorso: solo vincere la Conference League poteva ancora permettere alla squadra di raggiungere indirettamente quest'obiettivo.

Nella sfida di ritorno al Franchi, la Fiorentina dovrà segnare molto velocemente e sperare che il Crystal Palace prenda la partita sottogamba, con ampio turnover, credendosi già in semifinale. E poi dovrà sperare di essere aiutata dalla sorte: se la Fiorentina segnasse in fretta e se, ad esempio, un giocatore del Crystal Palace si facesse espellere, allora l’impresa diventerebbe possibile.

Stiamo provando a scolpire nuvole, lo so, però questa rubrica si chiama Il Sognatore Viola e, anche nelle ore più buie, non bisogna mai smettere di sognare. Non dimenticate che abito in Libano, un paese che sta attraversando mille difficoltà, dove regioni intere sono rase al suolo. Senza sogni e speranza, non si va da nessuna parte. La palla è rotonda e nulla è impossibile nel calcio. Io voglio che la Fiorentina batta il Crystal Palace al ritorno con un risultato abbastanza largo da approdare in semifinale. Se non lo farà, vorrà dire che i tifosi avevano ragione a criticare pesantemente e a fischiare questa squadra. La dignità dei giocatori è appesa a un filo. È l’annata del Centenario, Firenze merita meglio che uscire in modo anonimo, senza nemmeno provare a combattere, calcisticamente parlando, contro un Crystal Palace che è forte, sì, ma non irresistibile.

Poi c’è un’altra cosa che Vanoli deve capire: è meglio far giocare un giovane della Primavera nel suo ruolo, piuttosto che un cosiddetto senatore che non è in buone condizioni fisiche. Dodô rientrava da un infortunio. Gosens non spinge abbastanza sulla fascia. Perché non far giocare Trapani e Balbo almeno un tempo? Se la Fiorentina è prima nel campionato Primavera, ci sarà pure una ragione. Braschi ha già segnato diciassette gol. Perché non farlo giocare almeno mezz’ora, visto che Piccoli non riusciva a crearsi occasioni da gol? Un giocatore tecnicamente forte può fare la differenza quando la squadra non riesce a costruire gioco.

Per concludere, ricordatevi di come la Fiorentina abbia battuto lo Jagiellonia in Polonia con un secco 3-0. E ricordatevi che cosa è successo al Franchi una settimana dopo: lo Jagiellonia ha rimontato tre gol, e abbiamo avuto bisogno di andare ai supplementari per vincere la partita. Mi direte che è un altro esempio di quanto la Fiorentina sia scarsa. Io vi dico che questo dimostra che tutto è possibile nel calcio e che la Fiorentina può ancora fare l’impresa e battere il Crystal Palace. È quasi impossibile, però la passione sportiva si costruisce sulle imprese. Sono queste imprese che rendono il calcio così bello e che vengono ricordate anni e anni dopo. Se questi giocatori vogliono farsi perdonare, per loro stessi, per la Fiorentina e anche per l’onore del calcio italiano (che ha preso una batosta dopo l’altra nel 2026), devono andare avanti in Conference League, anche se sembra impossibile.

Parisi è uno dei giocatori più importanti di questa squadra; contro il Verona e contro il Crystal Palace, è lui che è mancato. Dà l’anima in campo, è veloce e imprevedibile. Speriamo di recuperarlo per la sfida di ritorno.

Nel frattempo, pensiamo alla Lazio. La Fiorentina deve dare una risposta netta in campo, evitando di ripiombare nel pozzo della disperazione.

Erik Vincenti Zakhia è uno scrittore, poeta, ingegnere, esperto di permacultura e attivista per la pace, oltre che un tifoso della Fiorentina. Ha 34 anni, ed abita ad Amchit, in Libano, con la sua famiglia (tutti tifosi viola)


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