Il Sognatore Viola - Fiorentina: ferma il tempo per riscrivere la stagione
Dalla salvezza al sogno Conference, fermare il rumore del futuro per vivere il presente: è adesso che la squadra di Vanoli deve scrivere la storia
L’essere umano ha la tendenza a proiettarsi nel futuro, invece di concentrarsi sull’istante presente. E tifosi, giornalisti e opinionisti non fanno eccezione a questa regola. In molti stanno già pensando alla stagione prossima, al mercato estivo, a quali giocatori comprare o vendere, a chi sarà il nostro allenatore e persino a quale sarà la prossima proprietà della Fiorentina.
E invece, per riscrivere il finale di questa stagione, bisogna concentrarsi sull’istante presente. Sabato la Fiorentina gioca contro il Verona, contro cui aveva perso all’andata al Franchi. Stavolta è vietato sbagliare. Tuttavia, la Fiorentina non deve essere impaziente o frenetica, tenendo in considerazione il fatto che, se fosse incapace di vincere, il pareggio non andrebbe gettato via. Nella lotta salvezza ogni punto conta e, purtroppo, la Fiorentina ha solo due punti di margine sul Lecce e sulla Cremonese. Dopo la vittoria contro la Cremonese di due settimane fa, alcuni opinionisti hanno decretato che la Fiorentina fosse “già salva”, perché la Cremonese sarebbe stata incapace di tornare a vincere. E invece i grigiorossi hanno battuto il Parma e si sono rilanciati nella corsa salvezza. Questi pronostici fanno solo del male all’ambiente fiorentino: innanzitutto, rappresentano una mancanza di rispetto per la squadra avversaria, in questo caso la Cremonese, e non si può mai condannare una squadra in anticipo. Altrimenti, quando la Fiorentina era ultimissima con 6 punti in classifica, avrebbe dovuto smettere di giocare.
Ciò che rende bello il calcio è che ogni partita fa storia a sé e che i pronostici possono sempre essere ribaltati. Le squadre che lottano per la salvezza hanno spesso un colpo d’ala nel finale di campionato. Anche il Verona darà battaglia in campo. E la Fiorentina dovrà lottare su ogni pallone e rimanere concentrata dal primo all’ultimo minuto della partita. La speranza, ovviamente, è quella di vincere questa partita cruciale, per allontanarsi dalla zona retrocessione e invischiare le squadre davanti a noi, il Cagliari ma anche il Genoa, il Torino e il Parma, in questa lotta.
Ci si augura ovviamente che Vanoli metta in campo la migliore formazione possibile, senza toccare il modulo, che permette finalmente alla Fiorentina di esprimersi. Il 3-5-2 è diventato l’incubo dei tifosi e non deve mai più essere riproposto in questa stagione. E mi permetto di aggiungere un consiglio: se Dodo non recuperasse per la partita, non bisogna adattare un giocatore per rimpiazzarlo, nel caso in cui anche Fortini fosse indisponibile. Perché non lanciare Niccolò Trapani, in quel caso, terzino destro della Primavera?
C’è una cosa che gli allenatori italiani fanno molto spesso e che mi fa infuriare: preferiscono adattare un giocatore a un ruolo non suo, piuttosto che lanciare un giovane. E vediamo i risultati di questa mentalità quando le squadre italiane giocano in Champions League, facendosi eliminare da squadre meno blasonate e con molti meno mezzi, e quando la nazionale manca tre Mondiali di fila, una cosa veramente vergognosa.
Se vogliamo invertire la rotta, ci vogliono coraggio e visione. I giovani vanno fatti giocare. È meglio far giocare un giovane della Primavera piuttosto che andare a comprare l’ennesimo straniero. Abbiamo il Viola Park e va sfruttato. Alcuni tifosi, e una parte dell’ambiente fiorentino, dubitano dell’utilità di questa struttura. Però io mi ricordo delle parole di Rocco Commisso, che disse di aver costruito il Viola Park perché nella sua gioventù giocava a calcio sul cemento e voleva che i bambini e i ragazzi potessero allenarsi sull’erba, in condizioni ottimali.
Io sono nato e cresciuto in Libano. E invece dell’erba giocavamo a calcio sul cemento o, peggio, sull’asfalto. Quindi quelle parole e quel pensiero mi toccarono. Molti bambini e ragazzi nel mondo non hanno la fortuna di poter giocare su un campo di calcio. Corrono dietro a un pallone sgonfio, sognando ciò che non hanno e che forse non avranno mai.
Quindi, secondo me, la Fiorentina non deve seguire il modello del Como, che schiera tra 10 e 11 stranieri in campo. Se Fabio Paratici sarà intelligente, creerà il modello Fiorentina, che assomiglierà a quello spagnolo e che trasformerà il Viola Park in un punto di forza. Ci sono tanti ragazzi come Martinelli, Rubino e Braschi, che sognano di indossare la maglia viola e che hanno persino le lacrime agli occhi quando ne parlano. Vogliamo diventare vincenti? Basta comprare giocatori stranieri o italiani che, alla prima buona stagione, vorranno andarsene. Bisogna puntare su quei giovani che hanno le stelle negli occhi quando parlano della Fiorentina. E bisogna anche coltivare questo sentimento nelle giovanili, insegnare la storia della Fiorentina a questi ragazzi e trasmettere loro l’idea che la Fiorentina sia una squadra speciale e molto diversa dalle altre. I ragazzi delle giovanili devono crescere con un solo sogno: portare la Fiorentina a vincere il suo terzo scudetto e diventare un giorno i protagonisti di questa impresa.
D’altra parte, la Fiorentina deve puntare con molta forza su di loro. Anche se sbagliano, anche se hanno bisogno di tempo per maturare. Dopo lo spettacolo indegno visto per gran parte di questa stagione, spero che in futuro i tifosi avranno più pazienza. Come abbiamo visto con la Nazionale, senza valori il calcio muore. Il bello del calcio è rappresentare il proprio Paese, ma anche la propria città o la propria regione; e in questo momento questo sentimento d’appartenenza manca.
Come vedete, non ho parlato della sfida contro il Crystal Palace in Conference League, perché bisogna pensare a una partita alla volta. E ogni partita sarà difficilissima. Quelli che credono che il Crystal Palace sia scarso o meno forte della Fiorentina sbagliano. Oliver Glasner, il tecnico delle Eagles, è stato capace di far vincere alla squadra i primi due trofei della sua storia, la FA Cup e la Community Shield, contro il Manchester City e il Liverpool. Quindi è un allenatore intelligente, preparato e rispettato. La Fiorentina dovrà compiere un’impresa per passare il turno e mantenere vivo il sogno di vincere un trofeo per il Centenario.
Però ora bisogna concentrarsi sul Verona, cercando di fare una partita solida e determinata, resistendo agli assalti dei gialloblù, che sono in una situazione di classifica disperata. Inoltre, la Fiorentina dovrà essere lucida in attacco, concretizzando le occasioni che creerà.
Nel 2006, alla fine della guerra, che durò 33 giorni, mio padre mi portò a vedere uno dei quartieri che era stato distrutto a Beirut. Avevo allora 15 anni. C’erano ruderi intorno a me, palazzi diventati sottili come cartoline. Camion che caricavano resti senza testa né coda, un pezzo di edificio, di colonna, di qua e di là, rimasti come pezzettini di denti in una bocca sdentata. Poi c’era un orologio enorme, fermo, soffiato da un’esplosione. E si poteva ancora leggere l’ora, il minuto preciso in cui tanti cuori avevano smesso di battere. Trovai quell’immagine assurda. Lì il tempo si era fermato. Lo scopo di mio padre era mostrarmi l’assurdità della guerra, l’inutilità della violenza e la futilità dell’essere umano. Non dimenticai mai quelle immagini.
E pensando alla Fiorentina, quell’immagine dell’orologio sospeso, del tempo che si ferma, è riaffiorata. Se vogliamo vincere questo trofeo che corre davanti a noi come il miraggio di un’oasi nel deserto, dobbiamo fermare il tempo. Non possiamo pensare alla squadra dell’anno prossimo, fantasticando su questo o quell’allenatore o giocatore.
Dobbiamo sostenere Vanoli e i suoi undici leoni e credere nell’impresa di riscrivere questo finale di stagione, trasformando un’annata che sembrava disastrosa in un’impresa storica. Ci saranno sempre quelli che faranno la smorfia quando si tratta di Conference League, e a loro dico: dimostriamo di essere in grado di vincerla, questa cosiddetta coppetta, che in realtà è un trofeo di tutto rispetto. Noi per primi dobbiamo imparare a rispettare l’avversario, che si chiami il Verona, il Lecce, il Rakow o il Crystal Palace, se vogliamo che la squadra scenda in campo con la giusta determinazione e non credendo di aver già vinto, come per mesi è successo.
Ora, fermiamo il tempo… e proviamo a scrivere la storia.
Erik Vincenti Zakhia è uno scrittore, poeta, ingegnere, esperto di permacultura e attivista per la pace, oltre che un tifoso della Fiorentina. Ha 34 anni, ed abita ad Amchit, in Libano, con la sua famiglia (tutti tifosi viola)



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