Il Sognatore Viola - Dalla Foresta della Speranza un appello ai viola: credere nell’impresa
Dopo il successo contro la Lazio, la squadra di Vanoli è chiamata a ribaltare il Crystal Palace e dare senso alla stagione
Il Libano è un paese in guerra. Tuttavia c’è un posto magico, che ho nominato la Foresta della Speranza, del quale mi occupo. Qui, lo scopo è rispondere alla violenza piantando alberi, trovando nuove connessioni che permettono di coltivare frutta e ortaggi dentro a un bosco produttivo, nonostante la mancanza d'acqua, la crisi economica e geopolitica. È nella Foresta della Speranza, vicino al mare, ad Amchit, che garrisce al vento il labaro viola (che vedete nella foto che illustra questo articolo). La mia famiglia e io seguiamo con passione, e tantissima sofferenza, ogni partita della Fiorentina.
Contro la Lazio, la Fiorentina ci ha regalato un sorriso. La serata sembrava iniziata male, con i biancocelesti che parevano incontenibili nei primi minuti. Tuttavia, nonostante le assenze pesanti, la squadra di Vanoli ha lottato, segnato e acquisito maggiore fiducia con il passare del tempo.
Ho preso la decisione di mettere una parte della mia creatività letteraria al servizio della Fiorentina a dicembre 2025, quando la squadra aveva soltanto 6 punti in classifica. I giornali titolavano in grande che nessuna squadra si era mai salvata nella storia della Serie A con così pochi punti in classifica. Io invece ero sicuro che la Fiorentina potesse ancora salvarsi. Il fatto di vivere in Libano e di crescere tra mille difficoltà ti fa anche capire l’importanza di lottare e di credere nei sogni, anche quando sembrano irrealizzabili e quando tutto e tutti sono contro di te.
Non sto dicendo che raggiungere la salvezza sia un “sogno”. Tuttavia, una grande parte dei tifosi e degli analisti non ci credeva più. E l'idea di scendere in Serie B aveva riempito i nostri cuori di tanta, tanta amarezza, perché è come una morte sportiva. Dopo la vittoria contro la Lazio, per la prima volta, possiamo respirare e sorridere di nuovo. Non siamo ancora salvi, però sembra quasi la fine di un incubo durato troppo a lungo.
Certo, la Fiorentina non gioca molto bene e, spesso, è la squadra avversaria a fare più possesso palla. Tuttavia, considerando la stagione, quanto i giocatori erano impauriti e con che facilità la squadra incassava gol, sembra quasi un’impresa aver vinto due partite di seguito in campionato per 1-0 (contro il Verona e la Lazio). De Gea è tornato a fare parate cruciali, stregando la sua porta: infatti, io credo fermamente nel fatto che quando un portiere fa questo tipo di parate, gli attaccanti della squadra avversaria si innervosiscono, diventando meno precisi. E, soprattutto, i giocatori hanno imparato a giocare da squadra, dal primo al novantottesimo minuto. Ci sono ancora alti e bassi, però c’è un grande miglioramento, soprattutto nei risultati.
C’è tuttavia un’ombra, una macchia da cancellare, un pesante passivo da ribaltare. E mi riferisco alla partita di giovedì, contro il Crystal Palace. Dopo aver battuto l’aquila biancoceleste per 1-0, dobbiamo battere le Eagles (le aquile) per 4-0. “Impossibile”, direte. “La Fiorentina non può farcela, loro sono inglesi, giocano un altro calcio, molto più intenso”.
Tutto vero, eppure nulla è impossibile. Era impossibile salvarsi con 6 punti in classifica il 20 dicembre 2025, e la Fiorentina è quasi salva, con 8 punti di margine sulla zona retrocessione e a 4 punti dal dodicesimo posto. Questa vittoria contro la Lazio è arrivata al momento giusto, per ridare un po’ di fiducia alla squadra e un po’ di entusiasmo ai tifosi. Ho letto con molto piacere che la Curva Fiesole ha fatto un appello a tutti i tifosi della Fiorentina ad andare allo stadio giovedì. Andateci, cari fiorentini che avete la fortuna di abitare non troppo lontano da Firenze! E ci sarà anche una coreografia. Vi ricordate della coreografia contro la Juventus dello scorso anno, e del risultato? Non dico altro…
Inoltre, ho letto con piacere le dichiarazioni di Rolando Mandragora, che ha anche lui chiamato tutti i tifosi ad andare allo stadio giovedì, dicendo che la squadra vuole fare qualcosa di importante. Mandragora è stato spesso criticato dai tifosi, però a me piace. Ha carattere e attaccamento alla maglia, e questa capacità di segnare gol pesanti. Nella saga di Harry Potter (scritta da J. K. Rowling) la mandragora (che porta lo stesso nome del nostro Rolly) è una pianta magica, che serve a preparare una pozione che cura chi è stato pietrificato. Possiamo paragonare la Fiorentina di inizio stagione a una squadra pietrificata. C’è ancora un modo per rompere la maledizione e trasformare una stagione orribile. Fare l’impresa e passare il turno contro il Crystal Palace, che è stato capace di battere in finale di FA Cup e di Community Shield niente meno che il Manchester City e il Liverpool.
Quindi questi quarti di finale di Conference League sono in realtà una sfida quasi al livello della Champions League! Infatti il Crystal Palace è a pochi punti dalla zona Europa in Premier League (la classifica è molto corta). E il loro allenatore, Oliver Glasner, è un fuoriclasse (oltre ai trofei vinti con il Crystal Palace, è stato capace di vincere l’Europa League con l’Eintracht Francoforte nel 2021-2022). Se Paolo Vanoli spera nel suo cuore di avere una chance di continuare a guidare la Fiorentina la prossima stagione, dovrà sorprendere Glasner e sconfiggerlo in modo così netto da passare il turno.
Per tornare alla metafora della squadra pietrificata, ci sarà bisogno dei gol di Rolly per sorprendere gli inglesi e ridare un po’ più di vita alla Fiorentina, soprattutto se Kean non dovesse recuperare per la partita. Vanoli saprà sicuramente meglio di noi come affrontare il Crystal Palace, però mi sento di consigliargli di schierare alcuni giocatori veloci e bravi nell’uno contro uno, nell’assenza di Dodô che è squalificato, anche se provengono dalla Primavera. Luis Balbo ha ad esempio dato ottime risposte contro la Lazio. Altri giovani meriterebbero una chance, e non sarebbe da escludere che sia Riccardo Braschi a segnare il gol, o i gol decisivi, per passare il turno. Braschi ha un qualcosa di bellissimo in lui: passione, fuoco, creatività e purezza, come testimoniano le sue lacrime dopo il suo esordio con la maglia viola. Una nuova stella potrebbe nascere.
Salvarsi è un sollievo per i fiorentini, tuttavia non è una vittoria. La Fiorentina non avrebbe mai dovuto essere invischiata nella lotta salvezza. A fine campionato, la salvezza, o il decimo o nono posto finale (se la squadra continua a impegnarsi, potrebbe ancora arrivare intorno al decimo posto) non possono essere presentati come un obiettivo raggiunto. Rocco Commisso aveva espresso il desiderio, a inizio stagione, di migliorare i risultati ottenuti l’anno scorso con Palladino. Bisogna vincere la Conference League per qualificarsi alla prossima Europa League, per migliorare, in modo indiretto, i risultati ottenuti nello scorso campionato.
È quindi doveroso fare questa impresa storica che non è mai riuscita alla Fiorentina prima (la Viola non ha mai rimontato più di un gol di svantaggio in sfide a eliminazione diretta). E, oso aggiungere, è proibito aggrapparsi a episodi per giustificare un’eventuale eliminazione. Invito Vanoli e i giocatori a guardare Juventus-Galatasaray e Bosnia-Italia per vedere tutti gli errori da non fare in una gara decisiva, e capire in che tipo di ingenuità cercare di far cadere gli inglesi. La pressione sarà molto più alta rispetto alla gara precedente giocata a Londra, perché è questa la partita decisiva. Bisogna far innervosire gli inglesi e farli commettere errori stupidi.
La Fiorentina non ha nulla da perdere, e deve scendere in campo come se fosse la partita della vita di tutti questi giocatori, capaci di farsi odiare dai tifosi per una grande parte della stagione. Se l’impresa di ribaltare il 3-0 dell’andata riesce, sarà la partita del riscatto, di tanti giocatori mai sbocciati. Vincere la Conference League permetterebbe di iniziare a scrivere una nuova pagina, perché i tifosi viola sono pronti a ricredersi e a perdonare questi giocatori, e perfino ad amarli, a patto di vedere qualcosa di diverso, e di veramente incredibile. Può capitare a ognuno di sbagliare, e ognuno merita una seconda opportunità nella vita. Tuttavia, quando questa seconda opportunità arriva, è vietato fallire una seconda volta.
Dalla Foresta della Speranza in Libano, speriamo nell’impresa che darebbe un nuovo senso a questa stagione. Caro Vanoli, cari giocatori, fatelo per noi: battete il Crystal Palace e passate il turno!



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