Vai al contenuto
×
Aggiungi come fonte preferita su Google

I problemi della Fiorentina sono nati e restano a centrocampo ma anche le scelte di Pioli. Adesso tutti uniti per la Coppa Italia, l'impresa resta possibile

Troppi giocatori fuori ruoli o non pronti per un campionato importante come quello italiano. La Coppa Italia, però, è un obiettivo che può essere centrato

E adesso? Niente cambierà fino al termine della stagione. La Fiorentina, purtroppo, non ha chiuso il suo campionato con la sconfitta di Cagliari. Sono settimane e settimane, mesi, partite su partite, che i viola erano in cerca di una propria identità per tornare in corsa, in maniera decisiva, per l’Europa League.

L’arrivo, nei primi giorni di gennaio, di Muriel aveva cambiato la Fiorentina e sembrava aver cambiato il vento attorno alla squadra di Pioli. Il solo arrivo dell’attaccante colombiano, però, è risultato non sufficiente. Con Muriel la Fiorentina è diventata più concreta, imprevedibile, ha iniziato a finalizzare meglio le sue azioni da gol, ma ha perso un suo equilibrio tattico che fino a dicembre gli aveva permesso di essere una delle squadre del campionato che aveva subito meno reti.

sponsored

Muriel, per caratteristiche, è un giocatore, è un tipo di attaccante, che non rientra a dare mano al centrocampo, che non partecipa in maniera continuativa al gioco corale della squadra. Certo, ha provato a essere protagonista anche lui nella manovra viola, ma alla fine è un giocatore che si posiziona prevalentemente in attacco e partecipa meno alla fase difensiva.

sponsored

Questo non vuol dire che è stato sbagliato il suo arrivo. Anzi, con lui la Fiorentina ha scoperto di avere un grande potenziale a giocare in contropiede anche se poi alla fine Pioli l’ha usato poche volte. Semmai, insieme all’arrivo di Muriel serviva cambiare, migliorare, il centrocampo.

Il vero cruccio di tutta la stagione della Fiorentina. Non è più un mistero che Veretout è un giocatore adattato a giocare in cabina di regia (per gran parte della stagione non ha potuto giocare nel suo vero ruolo di centrocampista interno), che Edimilson Fernandes è un giocatore sulle cui caratteristiche c'è da poterci lavorare ma non da affidargli un centrocampo importante come quello della FiorentinaNorgaard ha mostrato di non avere il passo per un campionato difficile come quello italiano mentre per quanto riguarda Gerson alla fine (tra centrocampista e esterno) le buone partite che si ricordano si contano sulle dita di una mano.

sponsored

Il tutto senza dimenticare l’incredibile involuzione dei difensori. Milenkovic non è più il giocatore ammirato lo scorso anno e nella primissima parte di questo campionato, Pezzella sembra aver perso tutte quello certezze e sicurezze che lo avevano contraddistinto, Vitor Hugo ha iniziato a commettere errori su errori, partite dopo partite, mentre Biraghi non è stato capace di fare quel salto in avanti che tutti attendevano.

Pioli avrebbe potuto fare di più? Certo che si. Toccava a lui trovare le soluzioni tattiche e di gioco per riuscire a migliorare il materiale a disposizione. Invece per mesi si è andati avanti con la stessa filosofia di gioco, adattandosi spesso agli avversari, e puntando troppo spesso sul solito gruppo di giocatori.

Alla fine, però, il banco sembra essere saltato. Le dichiarazioni fatte al termine della gara contro la Lazio hanno spiazzato un po’ tutti, per prima la società che probabilmente pensava altro sul proprio allenatore. E' evidente che si successo qualcosa nelle ultime settimane.

Adesso la parola d’ordine è tutti uniti fino alla fine (quando saranno prese le decisioni per la prossima stagione), anche perché c’è in gioco la semifinale di Coppa Italia contro l’Atalanta. E’ l’ultimo obiettivo di una stagione avara di emozioni, vittorie, certezze.

L'impresa è ancora possibile e gettare al vento un’occasione del genere, però, sarebbe un grave errore da non commettere.

Aggiungi come fonte preferita su Google

Lascia un commento