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Gazzetta - Ricci: «Le storie di Braschi e Inacio si intrecciano. Serie A per vecchi, Yamal in Italia non giocherebbe»

Numeri da paura sull’impiego dei giocatori U21 in Serie A

Il giornalista Filippo Maria Ricci si è espresso sul mancato ingresso di Braschi in Fiorentina-Sassuolo e sulla situazione dei giovani in Serie A sulle pagine della Gazzetta dello Sport: «La cosa è nota da tempo: la Serie A non è un campionato per giovani. Qualche giorno fa Julio Velasco ha dichiarato che secondo lui Lamine Yamal, arrivato a 100 partite di Liga prima di spegnere 19 candeline, da noi non giocherebbe. […] Quella di Velasco può sembrare una provocazione, ma non è così: la scarsa attenzione del nostro campionato per i giovani è provata. Domenica pomeriggio si sono intrecciate due storie tra Firenze e Dortmund. In Toscana Riccardo Braschi, ragazzo dell'agosto del 2006, 17 gol in 26 presenze con la Primavera Viola, ha iniziato a scaldarsi alla fine del primo tempo di Fiorentina-Sassuolo ma nonostante le assenze di Kean e Piccoli e il protrarsi dello 0-0 fino al fischio finale non ha trovato il suo debutto in Serie A. A fine gara il tecnico Vanoli si è anche innervosito con chi gli chiedeva una spiegazione sul mancato utilizzo del giovane attaccante. Tre ore dopo a Dortmund Niko Kovac lanciava tra i titolari Samuele Inácio, figlio d'arte brasiliano che gioca con l'Under 19 italiana, un 2008 che ha compito 18 anni il 2 aprile. È uscito al 74' con l'ovazione del Muro Giallo. Il ragazzo è alla quarta presenza in Bundesliga, la prima dall'inizio. Con lui al Borussia ci sono altri due italiani, difensori: Luca Reggiani, altro 2008, e Filippo Mané, 2005 […]. Il ventenne Chiarodia ha 13 presenze in Bundesliga con il Borussia Moenchengladbach, il 2004 Kayode è titolarissimo col Brentford in Premier, il coetaneo Koleosho ha faticato all'Espanyol, 3 spezzoni, e sta trovando un pochino più di spazio in Ligue 1 col Paris FC. Un altro 2004 e canterano viola come Kayode, Lorenzo Amatucci, è una colonna del Las Palmas che prova a salire in Liga dalla Segunda». 

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Ha poi proseguito: «Ragazzi interessanti che cercano e trovano spazio all'estero. In Italia le cose sono molto più complicate. Qualche settimana fa l'Osservatorio Cies ha pubblicato uno studio sull'utilizzo degli Under 21 nei vari campionati europei negli ultimi 5 anni. Tra i club dei 5 grandi tornei, Italia, Inghilterra, Spagna, Germania e Francia, in una classifica guidata dal Barcellona con 34 elementi, il Parma è 18° con 26, il Cagliari 24° con 24, il Verona 31° con 20. In fondo alla classifica però dominiamo: Napoli, la squadra che ha vinto 2 scudetti nel lustro considerato, ultimo con 2 giocatori, Lazio terzultima (7), Inter quartultima (8). E se consideriamo la percentuale dei minuti giocati da chi non ha ancora compiuto 21 anni, il Barcellona primeggia con un incredibile 20,7%, noi abbiamo ancora Parma, 18° col 9,5%, Cagliari, 24° con 18,6%, poi Verona (31), Juventus (37), Bologna 44° e via dicendo. Di nuovo, in fondo troviamo il Napoli con lo 0% dei minuti concessi agli Under 21, Lazio terzultima (0,4%), Inter quartultima (0,8%). Poco meglio il Pisa e Sassuolo col 2,3%. Sono numeri che fanno paura, e che offrono una fotografia nitida della situazione. Il problema ovviamente non è Vanoli che non considera Braschi in un pomeriggio nel quale potrebbe fargli comodo, ma un intero movimento che fa una gran fatica a dare spazio ai giovani, con le squadre che hanno vinto gli ultimi 4 campionati (Inter e Napoli, compreso quello in corso) che negli ultimi 5 anni praticamente non hanno usato under 21. Altro che provocazione di Velasco.»

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