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Fortini e il 'Trust the Process': cresce la fiducia attorno al giovane esterno della Fiorentina

L'esterno classe 2006 cita una squadra e un giocatore NBA per chiedere fiducia nella Fiorentina e in se stesso. Finora ha dimostrato grande personalità

Una delle poche note liete della stagione orrorifica della Fiorentina è la crescita di Niccolò Fortini. Rimasto in estate come quinto esterno in rosa, tra infortuni e meriti sul campo il classe 2006 ha scalato le gerarchie. Oggi è il primo cambio di Dodo (anche per il grave infortunio di Lamtey) e spesso è stato preferito a Parisi come vice Gosens

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Questo perché Fortini si è imposto nel calcio professionistico come esterno atipico, di piede destro che gioca a sinistra. L’anno scorso in Serie B, alla Juve Stabia, è stato schierato in quella posizione per tutta la stagione. Quest’anno Pioli lo ha utilizzato su entrambe le fasce, lo stesso sembra intenzionato a fare Vanoli. Con la Juventus è partito dalla panchina, subentrando a inizio secondo tempo sulla fascia destra a Dodo, vittima di infortunio. Successivamente, complici i crampi di Parisi, si è spostato a sinistra senza battere ciglio. 

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Nel momento più difficile della Fiorentina, si è anche fatto apprezzare per una giocata non banale. Al 93', negli ultimi istanti della gara, con i viola che da diversi minuti non riuscivano più a uscire dalla propria area di rigore se non lanciando lungo per Kean sperando che il centravanti facesse i miracoli, il classe 2006 ha optato per il dribbling, saltando secco Miretti, facendolo ammonire e guadagnando secondi preziosissimi. La partita in pratica è finita lì e il ragazzo ha dimostrato grande personalità. E non è la prima volta che mette in luce questa caratteristica.

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Ieri su Instagram Fortini ha commentato così il pareggio con i bianconeri: “Stay patient and trust the process”. Tradotto: rimani paziente e abbi fiducia nel processo. Ecco, quell’espressione, “Trust the Process”, non è banale nel mondo dello sport. Infatti, è un’espressione molto famosa negli Stati Uniti, perché fa riferimento a una squadra di basket NBA: i Philadelphia 76ers. Qualche anno fa i 76ers erano per distacco la peggiore squadra della lega e l’allora general manager Sam Hinkie coniò questo slogan per chiedere fiducia nel progetto Philadelphia, che consisteva nel perdere tante partite per poi accumulare scelte al primo giro ai Draft successivi – il sistema sportivo americano è molto diverso dal nostro: chi arriva ultimo ha più probabilità di poter accaparrarsi i giocatori migliori l’anno successivo –. 

Da questo “processo” emerse Joel Embiid, giocatore scelto nel 2014 da Philadelphia e considerato il prospetto più talentuoso di quell'annata, ma che per ben 2 stagioni non giocò neanche una partita per infortunio. Una storia che un po' ricorda quella di Roberto Baggio alla Fiorentina. Poi Embiid ha cominciato a giocare e si è rivelato un fenomeno – anche se non quanto Baggio nel calcio, intendiamoci subito –, tanto da conquistare il titolo di MVP (miglior giocatore della lega) della stagione regolare NBA nel 2023. Lo stesso Embiid ha come soprannome “The Process”. I 76ers non sono riusciti a completare a pieno il loro “processo”, ma pur non riuscendo a vincere un titolo sono diventati stabilmente una delle migliori squadre della Eastern Conference. 

Ecco, il messaggio di Niccolò Fortini fa riferimento proprio a questa storia. Chiede di aver fiducia nella Fiorentina, in quella che oggi è la peggior squadra della Serie A, che tuttavia può e deve avere la forza per risalire la china. Una fiducia che la squadra si deve guadagnare sul campo, partita dopo partita. Visti i suoi primi mesi in Serie A, bisogna avere fiducia anche in questo 2006. A cui la personalità non manca di certo.


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