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Fare in modo che non sia un fuoco di paglia. Ora la coppa: per adesso un impiccio, che nasconde una speranza

Tre punti pesantissimi portati via da Como, la Fiorentina guarda al futuro con un rinnovato ottimismo. Ma ora serve continuità

L'obiettivo adesso è fare in modo che non sia stato un fuoco di paglia. Al di là della legittima soddisfazione per aver portato via la posta piena dal Sinigaglia, la preoccupazione di Paolo Vanoli è proprio questa. «C'è stata una grande prestazione di squadra, da questo spirito bisogna partire, sapendo che per noi tutte le partite saranno da combattere. Magari in maniera diversa, la prossima ci sarà uno scontro importante (con il Pisa, ndr) e sarà una sfida più brutta, magari più complicata. Ma questo è lo spirito di una squadra che si vuole salvare. Se questo è lo spirito, la qualità esce fuori». Analisi lucida, dopo una battaglia terminata con il secondo cartellino rosso della sua gestione viola che lo costringerà in tribuna nel match di lunedì prossimo contro il Pisa. In panchina guiderà le operazioni il vice Cavalletto, già vittorioso a Bologna.

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BUONA PROVA. Partita nel complesso ben gestita dalla Fiorentina. Di fronte un Como poco spumeggiante e nemmeno pratico. Al di là di un avvio incerto senza palla, Nicolò Fagioli ha avuto in mano le redini della squadra e ha trovato la prima rete della stagione. Qualità al potere, non potrebbe essere altrimenti. Ma è la giornata anche delle lotte sporche. Di Ranieri e Pongracic, entrambi su buoni livelli. Douvikas ben contenuto e quasi mai messo in condizione di giocare la palla. Sostituito prima dell'ora di gioco. Caparbi Brescianini e Mandragora in mediana, utili Harrison e Solomon pur senza grandi spunti. Bella l'immagine dopo il rigore calciato e trasformato da Kean, con l'abbraccio lungo e intenso con Mandragora. Alle spalle le frizioni del passato. La salvezza passa anche da queste cose.

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DETTAGLI. In linea generale è piaciuta molto anche la gestione degli ultimi dieci minuti. Da squadra che ha ben compreso la propria situazione. Il Como si è innervosito senza motivo (non c'erano i rigori chiesti, nessuno dei due), la Fiorentina è stata brava a far scorrere il cronometro senza rischiare granché. Anzi, l'ingresso di Piccoli ha contribuito a tenere il pallone lontano dalla porta di De Gea. Una somma di piccole cose ben fatte, che hanno portato tre punti forse dai più insperati alla vigilia. Spesso sono mancate proprio accortezze di questo tipo.

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NEL GELO POLACCO. Adesso una settimana da gestire con attenzione dal punto di vista delle energie fisiche e mentali. Prima la trasferta in Polonia contro lo Jagiellonia, con temperature rigidissime a Bialystok che potrebbero anche scendere intorno ai -10 gradi (al seguito della squadra circa 350 tifosi). Vanoli valuterà il da farsi nelle prossime ore. Sicura una corposa rotazione, possibile che qualcuno resti addirittura a Firenze per preparare la partita di domenica contro il Pisa. In questo momento il campionato ha la priorità assoluta. La Conference League resta in secondo piano. Chiaro che l'obiettivo sia quello di passare il turno, ma senza spremere i titolarissimi. La speranza? Andare avanti e sperare che la prospettiva nei turni successivi possa ribaltarsi. Vorrebbe dire aver imboccato la strada giusta nelle prossime partite di Serie A (Pisa, Udinese, Parma e Cremonese). Tradotto: essersi allontanati in modo significativo dagli ultimi tre posti e potersi permettere il lusso di pensare un po' di più alla coppa.


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