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De Rossi-Italiano, sfida tra 'giochisti'. DDR ha riportato il sorriso e ora punta la Champions

L'ex capitano giallorosso ha riportato entusiasmo e sorrisi nella Capitale: il futuro può passare da Firenze

Quando una squadra riscopre il piacere di giocare, le paroline magiche sulla bocca di tutti protagonisti, a fine gara, sono sempre le stesse. «Mi diverto». «Ci divertiamo». «Siamo tutti felici». Un po’ come tornare bambini. Un po’ come sognare ad occhi aperti.

Da quando Daniele De Rossi ha preso in mano la Roma, tra i suoi giocatori si è diffusa un’idea di bellezza legata alla qualità del gioco. Proprio l’aspetto fondamentale da cui l’allenatore riparte verso la sfida di stasera con la Fiorentina al Franchi, dove si ritroverà di fronte l’altro giochista per eccellenza del campionato, Vincenzo Italiano, un ex cervellone di centrocampo che, come DDR, porta avanti la stessa filosofia di calcio, intrisa di dominio, fraseggio, intensità e baricentro alto.

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Una concezione del football in cui la ricerca del merito e del divertimento, appunto, sarà sempre superiore a quella del puro risultato. Nessuna voglia di speculare: vince chi gioca meglio, chi dà spettacolo, scrive La Gazzetta dello Sport.

CORSA CHAMPIONS. E così, dopo dieci gare e una sola sconfitta (contro l’Inter che nel 2024 ha vinto sempre), De Rossi va a caccia di punti pesanti per mettere in cassaforte la Champions alla media di 2,6 punti a partita, una marcia da scudetto che fa della Roma la vera sorpresa degli ultimi 50 giorni in Serie A.

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Una poderosa macchina da gioco che si esalta dal centrocampo in su, con quei tre davanti, Dybala (otto reti nelle ultime otto gare disputate, un gol ogni 89 minuti), Lukaku e El Shaarawy, che possono in qualsiasi momento sparigliare le carte degli avversari.

Ventisei sono i gol segnati nella gestione del tecnico subentrato a José Mourinho (2,6 a partita), a riprova della chiara propensione offensiva della Roma. PROSPETTIVE. Bel gioco e sensazioni di orizzonti illimitati in città che, inevitabilmente, s’intrecciano allo stesso tempo con la carriera e le ambizioni personali di De Rossi.

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Che, a gennaio, in un momento di crisi, va ricordato, ha firmato un contratto in bianco (un milione lordo di investimento da parte dei Friedkin), passando rapidamente da traghettatore a uomo della svolta. Il tecnico non ha fretta, ma è evidente come sia difficile aspettare fino al 30 giugno per un rinnovo che, dati alla mano, DDR meriterebbe di firmare subito.

Anche perché sono tanti gli estimatori del giovane allenatore in giro per l’Europa. Proprio la sfida con Italiano può decidere il futuro dell’uomo simbolo della Roma. Che ha, tra i suoi principali meriti, quello di aver riportato il sorriso e l’allegria tra i suoi giocatori.

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