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Dal tris di Reggio Emilia alla suggestione Grosso. Sassuolo come metafora della stagione viola

Da nulla a qualcosa, dal dramma alla rinascita. Ma senza esagerare. La Fiorentina ritrova il Sassuolo dopo quel 6 dicembre 2025, quando i neroverdi si imposero con tre reti contro l'eredità lasciata da Pioli a Vanoli. Al ds Goretti spettò l'onere di confermare il subentrato, con lo spettro della retrocessione che si faceva sempre più vivo. 

25 aprile 2026. Non sembra nemmeno di star parlando della medesima stagione. I Viola, a meno di harakiri eccezionali, giocheranno in A anche nel '26/27 e grandissima parte del merito va al tecnico che a Reggio Emilia sbagliò tutto, incassandone tre da una neopromossa. Il punto più basso sarebbe arrivato con la sconfitta casalinga col Verona ma già il tris di Koné metteva a repentaglio anche la speranza dei più fiduciosi. 

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COSA E' CAMBIATO? Tutto… per non fare nulla, di gattopardiana memoria. Il primo mercato di Paratici sarà quello estivo che verrà; non quello di gennaio che ha consegnato a Vanoli un solo valore aggiunto, purtroppo claudicante (Solomon). Il giro di boa sta giungendo - finalmente - al termine e il nastro dell'arrivo è davanti agli occhi di tutti. Forse, con un po' di incredulità da parte di qualche membro dello spogliatoio. Coloro che, magari, hanno tirato i remi in barca da un bel po'. 

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ECCO, ANCORA IL SASSUOLO. Quel progetto di outsider club che viene preso ad esempio (a parole) da tutti, ma che nessun presidente o dirigente ha il coraggio di copiare. Dopo un solo anno di Serie B, ecco di nuovo Berardi e compagni marciare sui campi della massima serie, regalando fastidiosi grattacapi pure alle “nobili” del calcio nostrano. Chi porterà a casa i tre punti domani avrà poco valore, anche se leggermente di più per la Fiorentina. Ma solo se dal match del Bentegodi di questa sera arriverà un successo per Di Francesco. Altrimenti, si parlerà più dell'ipotesi Grosso per la panchina gigliata che non di uno scontro che all'andata fu da incubo per tutto l'ambiente fiorentino. 

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