Così vi voleva Commisso. Ritmo quadruplicato, ripresi fino a 10 punti alle rivali. Fabbian doppia arma per Vanoli
Condizione fisica, crescita dei singoli, capacità di soffrire: la svolta giusta con l'Udinese, 11 punti nelle ultime 6 gare
Sì, contro l'Udinese è arrivata la svolta. Ad un mese da quel 5-1 contro i friulani al Franchi, si può dire: è stata la partita della rinascita calcistica. Quando sembrava tutto perduto, dopo il clamoroso ko per 2-1 in casa contro il Verona, con la panchina di Vanoli che traballava. Ma da quella 'manita', pur con l'uomo in più dopo pochi minuti, è cambiato tutto per la Fiorentina. In sei partite di campionato, 11 punti fatti, una sconfitta (seppur sanguinosa) a Parma, tre vittorie (oltre che con i friulani anche con Cremonese e Bologna) e due pareggi (con rimonte subite in extremis, contro Lazio e Milan).
PIU' CHE QUADRUPLICATO. E la Fiorentina, per la prima volta dopo il tracollo, 'vede' la zona salvezza. Agganciato intanto il Lecce al terz'ultimo/quart'ultimo posto, e non è poco. Altro ce lo mette la squadra in campo, le prestazioni, la voglia di lottare e di aiutarsi che prima mancava. La squadra di Vanoli ha più che quadruplicato il proprio ritmo in termini di punti. La Fiorentina aveva fatto appena 6 punti nelle prime 15 giornate (media di 0,4 punti a partita), ne ha collezionati 11 appunto nelle ultime 6 giornate (media di 1,83 punti a gara). La strada è ancora lunga, tante saranno le difficoltà, ma almeno c'è una squadra che è tornata a giocarsela al di là dell'avversario.
PUNTI RECUPERATI. Nell'ultimo mese la Fiorentina ha recuperato tanti punti alle rivali per la salvezza. Ne ha presi 10 nei confronti del Lecce, 9 al Verona e al Sassuolo, 8 alla Cremonese, 7 al Pisa, 5 al Genoa, 3 al Cagliari, 2 al Parma. Numeri significanti, per chi era partito con un forte handicap. Gli allenatori delle squadre in corsa per la salvezza, da Zanetti a Nicola, che hanno giocato al Franchi, lo avevano detto chiaramente: «La Fiorentina non c'entra niente con noi, non la contiamo tra le tre squadre da metterci sotto per salvarsi». I valori stanno venendo fuori. Perché questa è la Fiorentina che si aspettava Rocco Commisso. Una squadra capace di lottare su ogni campo, di non mollare, di mettercela tutta. Anche qualitativa per larghi tratti, unita. Che magari potesse anche perdere, ma a testa alta e giocando con dignità. La vittoria di Bologna è stata per Rocco in tutto e per tutto. Questo spirito dovrà trascinare i viola fino alla fine.
CONDIZIONE, TATTICA E SINGOLI. La Fiorentina nelle ultime settimana ha recuperato una condizione fisica finalmente all'altezza e adeguata. Ora la squadra è in palla, dura fino alla fine, è in certe fasi brillante atleticamente. Poi Vanoli ci ha messo del suo anche in campo. Il cambio tattico (un po' tardivo, ma è arrivato) ha dato una grossa mano, ridando equilibri e sicurezze. Parisi esterno alto, Gudmundsson da sinistra per prendersi spazi, Comuzzo e Pongracic nella difesa a quattro. E soprattutto Fagioli regista. La grande vittoria, fin qui, del tecnico viola. Neanche il giocatore, disse anche Pioli, era convinto di questo ruolo, ma nell'ultimo mese (e qualcosa in più) il centrocampista ha preso in mano la squadra con grandi prestazioni. Anche quando fa errori che costano caro, come a Bologna o contro il Milan. Ma è sempre tra i migliori. All'interno del gruppo qualcosa è cambiato, basti pensare a ciò che accadeva fino al rigore di Reggio Emilia e come si guardano e si stimolano ora in campo. Anche la scelta di dare la fascia a uno come De Gea ha pagato, evidentemente. Così come il recupero di Gosens è stato fondamentale. Ma anche Dodo ora è un altro giocatore.
LA MANO DAL MERCATO. Piccoli tasselli andati al proprio posto. Lo stesso Gosens parlava di "punti bonus" nel filotto Lazio-Milan-Bologna: la Fiorentina ne è uscita con 5 punti, potevano essere tranquillamente 9. Segnale importante. Ora serve necessariamente continuare in questa direzione. Il mercato sta dando una mano, tra l'addio di giocatori poco utili (Pablo Marì, Viti, presto Richardson, Dzeko, Nicolussi Caviglia, Sohm) e l'arrivo di calciatori funzionali. Solomon e Brescianini hanno già fatto intravedere di poter essere importanti, Harrison è pronto (come ha confermato Vanoli) per essere fin da subito dentro le dinamiche di gioco. Dal 4-1-4-1 si passerà sempre più al 4-2-3-1, i due moduli sono destinati ad alternarsi (anche all'interno della stessa partita) nella testa dell'allenatore.
ECCO FABBIAN. Anche per questo la Fiorentina sta per chiudere l'acquisto di Fabbian. Prestito con obbligo condizionato alla salvezza, le cifre sono sui 15 milioni di euro tra titolo temporaneo oneroso e riscatto futuro. Un giocatore, l'ex Inter, capace di fare la mezz'ala così come il trequartista. Caratteristica principale: ottimi tempi di inserimento. La Fiorentina l'ha visto da vicino domenica. Gamba, fisico e piedi discreti. Un jolly con cui Vanoli può oscillare facilmente tra i moduli di cui sopra. Al contempo i viola si liberano di Sohm, sperando che Italiano riesca a valorizzarlo per concretizzare il diritto di riscatto (sui 14 milioni): lo svizzero qui non ha mai inciso né convinto, per un concorso di cause e colpe. La mossa successiva sarà poi sul centrale di difesa.



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