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CorSport: Fiorentina, la partita dei rimpianti

La Fiorentina usa la testa solo per segnare. Se la usasse anche per ragionare sarebbe una grande squadra

La Fiorentina, scrive Alberto Polverosi sul Corriere dello Sport, usa la testa solo per segnare, e lo fa bene, lo fa spesso, dodici volte in campionato, quanto nessun’altra in Serie A. Se la usasse anche per ragionare sarebbe una grande squadra.

Invece è la regina delle discontinue, un giorno ti incanta, il giorno dopo ti tradisce. Se qualcuno ricorda i primi 45’ di Budapest, contro un avversario di una evidente modestia tecnica, e lo paragona ai primi 45’ di ieri sera, contro un avversario che in attacco aveva Dybala e Lukaku, rischia di non capirci niente.

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Tutto il peggio all’inizio contro il Maccabi, tutto il meglio nello stesso periodo contro la Roma. La Fiorentina è questa, prendere o lasciare. E se ieri ha solo pareggiato, restando ancora fuori dalla zona-coppe, le colpe sono soltanto sue: due volte in vantaggio, si è fatta acciuffare, e poi il rigore sbagliato (meglio, parato benissimo da Svilar), il quinto errore dal dischetto negli ultimi sei tiri, stavolta sul 2-1, ovvero con la possibilità/certezza di chiuderla lì.

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[...] È un punto che a Italiano serve poco. La Fiorentina non perde da cinque partite, però proseguendo con gli alti e bassi di questo nuovo anno rischia davvero di farsi sfuggire anche il settimo posto. [...] Di questa partita resta un momento bellissimo, al minuto 13, che era il numero della maglia di Davide Astori, capitano della Fiorentina ed ex difensore della Roma.

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Tutto il Franchi in piedi ha applaudito. Nessuno dimentica.

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