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CorFio – Il sogno di Rocco: Fiorentina con base italiana. Avanti con questa idea

Tra i sogni di Commisso c'è sempre stato quello di avere una rosa composta da tanti italiani, anche in ottica Nazionale

Avere una numerosa presenza di italiani in rosa è sempre stato un sogno di Rocco Commisso, scrive il Corriere Fiorentino. Per quanto da tempo nell’Italia si arrivi al massimo ad un paio di convocati (Kean sostanzialmente è l’unico sempre presente) della Fiorentina, è altrettanto evidente come almeno potenzialmente, quel desiderio del presidente, stia prendendo corpo.

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A centrocampo, ad esempio, con l’uscita di Richardson e Sohm e i contemporanei arrivi di Brescianini prima e Fabbian poi, la terra di mezzo della Fiorentina è diventata di esclusiva competenza tricolore. Ci sono loro i due nuovi arrivati, e poi Fagioli, Ndour, Mandragora, Nicolussi Caviglia, più Fazzini. Sei centrocampisti, più un trequartista, di cui due nazionali Under 21 (Fabbian e l’ex Benfica), due convocati anche abbastanza di recente (Nicolussi, Brescianini, Mandragora) e uno che, a detta di tutti, può e deve prendere in mano il volante azzurro e non lasciarlo più: Fagioli. Certo, immaginare che un giorno l’intera mediana della Nazionale possa esser composta da loro o, comunque, esclusivamente da giocatori viola resta oggettivamente utopistico, ma solo il fatto che sia teoricamente possibile è, di per sé, un caso più unico che raro. 

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Una politica precisa, quella che la società sta portando avanti, e che nei prossimi anni potrebbe (anzi, dovrebbe) trovar piena esaltazione nei frutti che cresceranno e arriveranno dal Viola Park. Ragazzi fatti in casa (la stragrande maggioranza di loro, nel settore giovanile, arriva dalla Toscana) che un giorno, chissà, rappresenteranno la colonna vertebrale e portante della Prima Squadra. Giocatori come Comuzzo, tanto per stare all’attualità, Ranieri, o come Fortini. Ecco. Semmai, visto che per lui si parla di una sempre più possibile cessione alla Roma, da parte del club dovrebbe aumentare la capacità (o la voglia) di trattenerli un po’ più a lungo. Basta pensare a quello che sarebbe oggi la Fiorentina con i vari Chiesa, Mancini, Zaniolo, Kayode. Lasciati andare troppo velocemente o addirittura, come nel caso del centrale oggi alla Roma o del 10 dell’Udinese (che il suo esordio lo ha fatto l’anno scorso, in un non memorabile ritorno) senza averli praticamente mai visti. Perché è vero che curare al meglio il settore giovanile serve anche a crearsi risorse economiche ma il rischio, in certi casi, è di ritrovarsi qualche anno più tardi a mangiarsi le mani. La Fiorentina continua a sfornare a getto continuo (Kouadio l’ultimo) e a puntare, anche sul mercato, su ragazzi italiani: da Lezzerini a Comuzzo, passando per Ranieri, Parisi, Fortini, Kouadio, i centrocampisti citati prima, Kean, Piccoli e il giovane Braschi.  Sono sedici, oggi, quelli a disposizione di Vanoli. E chissà, presto se ne potrebbero aggiungere altri. Diego Coppola infatti resta il primo della lista per rinforzare la difesa, così come resta sempre vivo l’interesse per Daniel Maldini. Per una Fiorentina sempre più azzurra. Proprio come sognava il presidente.

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