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Cercasi (nuovi) leader. Molti senatori in uscita. E la fascia di capitano a chi andrà?

Chi sarà il capitano della Fiorentina del prossimo anno? I primi rumors danno alcuni in candidati in uscita. Sale la candidatura di Mandragora

Quanto l’annata della Fiorentina sia stata travagliata non lo dicono solamente i numeri, ma anche il fatto che la fascia di capitano sia passata di braccio in braccio più volte. Un chiaro sinonimo di problemi non soltanto tecnici, ma anche di scarsa armonia e unione nello spogliatoio, oltre che di assenza di leader. 

CAP. In principio fu Luca Ranieri, divenuto capitano dopo l’addio di Biraghi a gennaio 2025, leader ed esempio per un gruppo che doveva guardare al percorso di quel difensore che, partendo da praticamente fuori rosa, con impegno e dedizione si era preso la titolarità nella Fiorentina dando il 200% in ogni partita e allenamento. Peccato che, già alla seconda partita ufficiale di questa stagione, il rapporto tra Ranieri e Pioli si sia incrinato, a Cagliari, con quella sostituzione all’intervallo ‘per scelta tecnica’. Poi ci fu la panchina col Polissya al ritorno, l’ingresso nel finale, il gol e quell’esultanza col simbolo della C di capitano (anche se la versione ufficiale è che quello fosse un cuore). Il tutto fino a perdere completamente la fascia, a dicembre, in occasione della gara interna contro l’Udinese. Nel frattempo c’era già stato l’avvicendamento in panchina tra Pioli e Vanoli, ma Ranieri aveva perso anche la titolarità. Comunque, il nuovo capitano era diventato stabilmente David De Gea. Considerando solamente gli undici di partenza tra Serie A, Conference League e Coppa Italia, quest’anno la fascia di capitano è finita sul braccio di: Ranieri, De Gea, Dzeko, Mandragora e Gosens. La pantomima sul rigore col Sassuolo e il fatto che Dzeko sia stato capitano due volte della Fiorentina, prima di andarsene a gennaio, la dicono lunga.

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FUTURO. Questo sopra citato è ormai il passato, con tante incongruenza e situazioni da cui prendere esempio e trarne lezione per non ritrovarsi in condizioni simili. Ora è tempo di ri-creare una nuova Fiorentina. Il percorso di risalita del club viola nelle gerarchie della Serie A sarà nelle mani e nelle decisioni di Paratici, Grosso, Joseph Commisso ma anche nella scelta di figure che siano leader tecnici e umani nello spogliatoio (gente alla Cataldi, per intendersi). I primi rumors di mercato, in tal senso, vedono De Gea in uscita e Gosens a rischio taglio. Lo spagnolo per un discorso di elevato ingaggio, oltre 3 milioni di euro netti a stagione, il secondo per ragioni economiche ma anche tecniche, viste le difficoltà di rendimento evidenziate durante tutta la stagione. Ranieri dovrebbe restare, ma risulta difficile pensare che possa riprendersi i gradi di capitano della Fiorentina. Impossibile immaginarsi un Kean capitano. Non solo perché la sua permanenza a Firenze è altamente in discussione, ma anche per una serie di comportamenti non proprio da leader, soprattutto per questioni extracampo. Anche Dodo è ai saluti, mentre Comuzzo e Pongracic sono sembrati tutt’altro che figure trascinanti a livello caratteriale, così come Fagioli. Se gli scenari di mercato sopra descritti dovessero andare a dama, un forte candidato a indossare la fascia della Fiorentina nel prossimo futuro sarebbe Rolando Mandragora. Il che, ovviamente, presupporrebbe un Mandragora titolare ‘inamovibile’ della Fiorentina 2026/27. Dando per scontata la permanenza di Fagioli, salvo offerte monstre e/o considerate irrinunciabili, due pedine del nuovo centrocampo viola sarebbero già decise. Più Ndour, uno dei meno peggio in questa tribolata stagione. A meno che non rimanga De Gea. A quel punto la Fiorentina ripartirebbe da un portiere di sicuro affidamento e dal vecchio-nuovo capitano. Questioni non prioritarie, dirà qualcuno. Forse sì, ma neanche così secondarie. La passata stagione è lì che insegna.

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