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Repubblica – In America si decide anche il futuro del Franchi: da risolvere il nodo concessione

Il viaggio a New York dei dirigenti viola potrebbe sbloccare l'ingresso della Fiorentina nei lavori di restyling dello stadio

Il viaggio negli Stati Uniti servirà a Fabio Paratici per definire le linee guida del mercato estivo, ma per il direttore generale Alessandro Ferrari l'incontro con Giuseppe B. Commisso avrà un altro obiettivo decisivo, scrive la Repubblica: perfezionare la proposta di project financing e la strategia della Fiorentina sul futuro dello stadio Franchi.

LA VOLONTÀ DEL PRESIDENTE. Una partita in cui il club gigliato è ampiamente inserito, come confermato dallo stesso presidente: «Abbiamo formalmente confermato la nostra intenzione di continuare a lavorare con il Comune di Firenze per il completamento della modernizzazione dello Stadio Artemio Franchi. Il nostro obiettivo è semplice e sincero: dare ai tifosi della Fiorentina una bella casa degna della loro passione, creare un'esperienza di partita eccezionale degna di questa città e costruire un futuro più forte e più sostenibile per il club». Giuseppe B. Commisso – aggiornato fin dai primi giorni della sua presidenza, coincisi con la scomparsa del padre, sull'intera questione Franchi – ha deciso di proseguire con l'idea paterna di partecipare al project financing per il secondo lotto dei lavori.

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TEMPI STRETTI. L'obiettivo adesso è tradurre l'interesse in fatti concreti, mettendo nero su bianco con il Comune l'iter per completare il restyling dell'impianto. Il rapporto con Palazzo Vecchio è cordiale e il contatto continuo, ma il tempo scorre: l'intesa definitiva va trovata il prima possibile. Da un lato per presentare entro fine luglio – termine ultimo – la candidatura di Firenze per Euro 2032 con un accordo pubblico-privato che garantisca i fondi necessari. Dall'altro per evitare che tra la fine dei lavori del primo lotto – curva Fiesole, tribuna e maratona lato Fiesole, prevista per i primi mesi del 2027 – e l'inizio del secondo – curva Ferrovia, tribuna e maratona lato Ferrovia – passi troppo tempo.

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NODO CONCESSIONE. Cosa manca ancora per la fumata bianca? La Fiorentina si è dichiarata pronta a mettere i 55 milioni mancanti in cambio di una serie di condizioni: il controllo totale dei lavori del secondo lotto, una data certa di fine cantieri fissata all'estate 2029 e una concessione di almeno 50 anni. Ed è proprio su quest'ultimo punto che manca ancora il sì definitivo – da trovare prima in America, poi da riportare nelle riunioni con il Comune. La volontà di entrambe le parti resta quella di trovare una sintesi conveniente: per la Fiorentina una lunga concessione permetterebbe di inserire lo stadio come asset capace di aumentare il valore del club e i ricavi nel medio-lungo periodo; per Palazzo Vecchio significherebbe chiudere una vicenda complessa – aperta sotto la giunta Nardella con rapporti ai minimi termini con Commisso e rilanciata dalla sindaca Funaro con un dialogo più costruttivo – senza dover ricorrere ad altri mutui o risorse esterne.

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