Bocci a LaViola.it: «L'allenatore non è il primo problema da affrontare. Ora tocca a Commisso»
Il noto giornalista ha parlato ai nostri microfoni all'indomani del triste pari col Sassuolo e della notizia della giornata
Alessandro Bocci, giornalista del Corriere della Sera, ha parlato a LaViola.it dello zero a zero maturato dalla Fiorentina contro il Sassuolo, del toto-allenatore e del futuro del Franchi alla luce della dichiarazione d'interesse del club di Giuseppe B. Commisso.
Che giudizio si può dare al pareggio col Sassuolo?
«Quello di ieri è stato il settimo risultato utile consecutivo in casa. E in questi sette casi la Fiorentina ha tenuto la porta inviolata quattro volte, quindi va nella linea dell’ultimo periodo in cui per salvarsi occorre pragmaticità prima che bellezza. Certo, chi era allo stadio non si sarà divertito, io non mi sono divertito, però ciò non conta in questo momento, conta mettere al sicuro il risultato e considerando che hai giocato senza centravanti perché li avevi fuori tutti e due...».
Almeno stavolta la squadra ha cercato i tre punti…
«Alla fine, tutto sommato, non si può neanche dire che la Fiorentina non ci abbia provato col Sassuolo. E poi va considerato anche che c’erano 24 gradi, il primo caldo, mezzogiorno e mezzo, insomma non è stata una partita che nasceva in discesa. Inoltre, il Sassuolo è una squadra che se gli lasci molti metri di campo ti colpisce duro in contropiede e un paio di volte l’ha fatto. All’andata era stato disastroso, quindi tutto sommato è un risultato in linea con quelle che sono le ambizioni di oggi, le basse ambizioni di oggi, cioè salvarsi e farlo possibilmente in fretta. Ancora l’aritmetica non c’è, ma è abbastanza vicina».
Da dove si riparte la prossima stagione? Lei confermerebbe Vanoli?
«Non mi sembra il primo problema da affrontare. Non è per non rispondere alla domanda: il primo tema da affrontare è capire che cosa vuol fare la proprietà, che tipo di budget darà a Paratici e che tipo di investimenti si vorrà fare dopo che l’anno scorso c’è stato un investimento superiore a tutti gli altri anni con risultati tragici. Credo la Fiorentina sia sotto, parlando solo di mercato, di 60 milioni: 90 contro 30 di entrate sul mercato, e quindi bisognerà vedere se ha voglia di investire di nuovo oppure se questa è una stagione in cui magari si cerca di far pari per riequilibrare i costi. Vorrei che, a salvezza raggiunta, Paratici - oppure Commisso se verrà in Italia - ci spiegassero che tipo di progetto intendono portare avanti. Dopo di questo, allora si può discutere di Vanoli, si può discutere di Grosso, si può discutere dell'allenatore straniero. L'anno scorso io ero molto contento di Pioli e mi sono sbagliato, quindi è meglio se forse non mi danno retta (ride, ndr)».
Si parla tanto di un campione del mondo per la panchina…
«Grosso mi sembra un allenatore in linea con quelli che sono gli allenatori che hanno portato buona fortuna alla Fiorentina: mi riferisco a Italiano, a Montella, allenatori giovani che si stanno affermando. Però non posso neanche dimenticare che Vanoli ha fatto un lavoro in profondità. Certo, se mi metto nei panni di Paratici, confermare Vanoli significa mettere in conto che la partenza può essere a handicap perché alla prima sconfitta i mugugni raddoppiano. Non che Grosso possa infiammare la piazza, però poi ti chiedo: chi è che può infiammare la piazza? Forse solo Sarri. Perché poi è chiaro che altri tipi di allenatori sono difficili da catturare, non credo sia possibile prendere Maresca che probabilmente andrà al City».
In chiusura, un commento sulla dichiarazione d'interesse della Fiorentina per il restyling del Franchi
«Questo è un segnale che va nella direzione giusta, perché lo stadio è un fattore importante. Io credo che un po’ questo stadio a lungo andare ci abbia penalizzato: se l’anno scorso non l’ha fatto, quest’anno magari sì, perché giocare con mezzo stadio non è come giocare con lo stadio pieno. Ora si capiranno più cose perché ora la Fiorentina è direttamente coinvolta. Molti dicevano: ‘Quando la Fiorentina firmerà il protocollo d’intesa con il Comune, allora sarà pronta per essere venduta’. Questo ora ce lo dovrà dire Commisso; per ora devo dire onestamente ha sempre smentito. Il Corriere della Sera ha fatto un’intervista di recente a Paratici e il direttore stesso insieme a Ferrari hanno smentito che la Fiorentina sia in vendita. Quindi io prendo per buone queste parole e chiedo però - mi sembra doveroso - anche per evitare illusioni o per consentire a Paratici stesso di lavorare più serenamente, che sia stabilito il progetto che la Fiorentina deve fare. Anche perché rinforzare questa squadra non è semplice: il rischio dopo una stagione così disastrosa è che l’impulso sia quello di mandarli via tutti. Via l’allenatore, via i giocatori e ripartire da zero; questo però a volte è un rischio doppio perché ci saranno, magari con un nuovo allenatore, dei giocatori da riqualificare ma che possono stare benissimo in una squadra che ha ambizioni».


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