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Benassi: "Con Barone ci siamo urlati contro ma il lato umano prevaleva sempre. Ho un rimpianto"

L'ex giocatore della Fiorentina ha ricordato il direttore generale con cui non ha sempre avuto un rapporto facile

«Ho un grande rimpianto: già da due anni la Fiorentina non mi voleva più, ma finché ero lì dentro non ho mai trovato il momento giusto per riuscire a parlare con Barone e chiedergli quale fosse il motivo o se c’era qualcosa che non andava».

Marco Benassi, 30 anni, è uno dei reduci del 4 marzo 2018, quando si svegliò in ritiro senza più il suo capitano. Si legge su La Nazione. Si spieghi meglio. «Venerdì scorso ho incontrato Joe mentre riprendevo i miei figli dopo il loro allenamento al Viola Park, abbiamo parlato cinque minuti del più e del meno, in maniera molto amichevole.

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Dopo la conversazione mi dissi: la prossima volta che lo incontro, visto che il mio sogno è sempre stato quello di chiudere la carriera a Firenze perché sento mia questa città, gli parlo e gli chiedo cosa fosse successo in passato, non fosse altro per dare me me stesso una spiegazione.

Quel giorno non potrà più arrivare, ma continuerò sempre a sognare di poter tornare nella Fiorentina». Benassi, dica la verità: con Barone non sono state rose e fiori. «Ricordo benissimo quella volta che ci urlammo in maniera piuttosto accesa lo scorso gennaio.

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Ma per far capire che persona era Barone, il giorno dopo ci vedemmo al campo era come se non fosse successo niente, anzi mi chiese come stavano mia moglie e i miei figli. Sul lavoro a volte ci si scontra, ma Joe dimenticava tutto e il suo lato umano alla fine prevaleva sempre».

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