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Beltran più altri 10: la Fiorentina si aggrappa all'argentino in Conference

Sarà squalificato in campionato e dunque giocherà dal primo minuto in Conference League: Italiano si affida a lui

Sulle spalle di Lucas Beltran. La Fiorentina ci si arrampica determinata, fiduciosa e convinta, consapevole che l’argentino può essere l'uomo determinante per risolvere magari subito all’andata la questione Maccabi Haifa, avvicinare i quarti di finale di Conference League e continuare la scalata verso la vetta, cioè verso la finale di Atene che era e rimane uno degli obiettivi in cima alla lista del club viola.

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Scrive il Corriere dello Sport-Stadio.

VALORE AGGIUNTO

Beltran, chiaramente. Per lo stato di forma, per la raggiunta consapevolezza di avere un ruolo definito e definitivo dentro al gruppo di Italiano, dopo aver attraversato e concluso in maniera positiva il naturale percorso di ambientamento (calcistico e umano), non scevro da difficoltà naturali cambiando modo di giocare e mondo di vita.

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E perché in Europa l’argentino ha trovato la prima serata di gloria della sua esperienza a Firenze. Era il 26 ottobre, avversario il non certo irresistibile Cukaricki, ma quei due gol nel giro di pochi minuti gli hanno dato in qualche maniera la certezza di poter essere quello che la Fiorentina si aspettava che fosse.

Anzi, lui per primo se l’aspettava. Poi sono trascorsi altri giorni e altre settimane alla ricerca dell’alchimia perfetta, alla fine prodotta anche dal cambio di ruolo deciso da Italiano. Non più centravanti per finire stritolato nella morsa di difensori nettamente più strutturati fisicamente, ma attaccante ad ampio raggio partendo da una posizione di centrocampista avanzato.

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Beltran si è liberato della marcatura degli avversari e delle remore che ancora lo frenavano, si è liberato di un peso soprattutto segnando anche in campionato il 3 dicembre contro la Salernitana, per diventare gradualmente ma con sempre più forza il punto di riferimento offensivo della squadra di Italiano.

La doppietta in Conference League è rimasta quella e basta, ma le reti in campionato sono diventate sei in totale. Di cui ben quattro decisive per conquistare le due vittorie di fila contro Verona e Monza ancora a dicembre, e i due pareggi con Udinese ed Empoli del girone di ritorno.

MATURAZIONE E AFFERMAZIONE

Centravanti, trequartista, seconda punta: li ha girati e li sta girando un po’ tutti i ruoli in attacco, e sempre o quasi sempre con un rendimento comunque in linea con quanto richiesto da Italiano nelle varie forme. Un bel salto in avanti rispetto al calciatore timido, per certi versi quasi spaesato dei primi tre-quattro mesi in maglia viola, non c’è che dire, ma quel periodo era da metterlo in conto, anzi era quasi inevitabile.

Non stava scritto da nessuna parte invece che Lucas Beltran riuscisse a prendersi la scena da protagonista e se l’ha fatto (l’ha fatto) il merito è suo. Con l’aiuto dei compagni, certo, dell’allenatore che ne ha toccato le corde giuste e trovato le soluzioni idonee (a beneficio della Fiorentina come primo obiettivo), ma il cambio di passo è stato tutto del “Vichingo”.

Ormai pronto ad assumersi responsabilità e compiti che prima non gli appartenevano: e così sarà anche domani a Budapest. Magari riposa Belotti, magari Italiano cambia qua e là tra i reparti pensando (anche) alla Roma che arriva domenica a Firenze e alla necessità di garantirsi una squadra fresca in Conference League e una altrettanto frizzante contro i giallorossi in grande condizione, ma Beltran no.

Beltran ci sarà, fisso e stabile al proprio posto, qualunque esso sia, con più probabilità sulla trequarti per quanto detto sopra: e non perché contro la Roma è squalificato (già). Perché è il valore aggiunto di questa Fiorentina.

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