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Articolo del tifoso: Conta i fiori del tuo giardino, mai le foglie che cadono

Stagione anonima purtroppo, è inutile girarci intorno. In momenti come questi si tende a chinare la testa per la tristezza o peggio ancora per la rassegnazione. Sì, perché arrivare ai primi di Marzo ed essere già senza obiettivi fa male; fa male a tutti quei tifosi che aspettano il sabato o la domenica per staccare dalla routine quotidiana, a tutti quei tifosi che trovano in quell'ora e mezza una fuga dai problemi e dalle preoccupazioni che comandano la testa per il resto della settimana.

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Quante volte abbiamo detto o sentito: "Ora non rompetemi le scatole, c'è la Fiorentina!".

Il dizionario appunto definisce "tifare" come "essere un acceso sostenitore di qualcuno" ma per Firenze e i fiorentini questo è riduttivo, qui si tratta di vero e proprio amore, più viscerale che platonico.

E quando si ama qualcuno tendiamo a perdonare i suoi sbagli, cerchiamo sempre di vedere il lato migliore delle cose. Quindi, cari tifosi, cerchiamo di fare lo stesso con la nostra Fiorentina.

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È vero, ci hanno ucciso i sogni, ci hanno fatto riniziare la settimana più arrabbiati di come l'avevamo finita ma cosa dobbiamo fare?

Tanto la rabbia logora e corrode, di certo non aiuta, quindi ingoiamo l'ennesimo rospo e guardiamo avanti. E nel guardare avanti forse troveremo qualcosa di buono.

Quindi, anche con la spinta di noi tifosi non sarebbe giusto chiedere di provar a lanciare qualche altra pianticella con la speranza che maturi?

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In un campionato dove non rimane tanto da dire e le pressioni sono molto relative, non sarebbe opportuno provar a portare in campo qualche ragazzo della Primavera? Magari due o tre per ogni partita, concedendogli frazioni di gioco ad ognuno stando attenti a non bruciarli.

Potrebbe esserci un nuovo Chiesa o un nuovo Bernardeschi che non aspetta altro che di dimostrare il suo valore; e quale miglior momento di questo? È un sogno tanto remoto voler vedere una squadra frutto del settore giovanile e a cui perdoneremmo eventuali errori più volentieri di adesso?

Io non credo.

di Davide Focosi

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