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Zetti su La Nazione: «Fiorentina, stagione da incubo: ora serve la voce di Commisso»

Dalle attese da copertina alla rincorsa salvezza: tanti errori, troppi infortuni e Paratici chiamato a ricostruire all’altezza di Firenze

Nel suo commento su La Nazione, Cosimo Zetti riflette sulla stagione della Fiorentina, partita tra grandi aspettative e poi precipitata in un percorso difficile, segnato dall’arrivo di Vanoli, dalla morte di Rocco Commisso e dalla rincorsa salvezza. Zetti parte dal contrasto tra attese e realtà: «Alzi la mano chi, appena nove mesi fa, non immaginava una stagione da copertina». C’era entusiasmo per Pioli e per un mercato giudicato «da sette in pagella», ma «il tempo ci ha regalato un’altra verità».

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Questa verità passa attraverso «una partenza da incubo», «l’arrivo di Vanoli», «la morte del presidente Commisso» e «la lenta, sfibrante, rincorsa verso la salvezza».

Secondo Zetti, ora bisogna «conservare il ricordo e fare tesoro» degli errori commessi. Errori che sono stati «tanti», a partire dai «primi mesi di impasse societario», fino alle «gestioni complicate dello spogliatoio e della parte medica». Il riferimento agli infortuni diventa uno dei punti più critici. Zetti cita «l’ultimo forfait di Piccoli» e le assenze di Parisi, Mandragora, Kean e Fortini, che suonano particolarmente stonate per una società dotata di un centro sportivo moderno come il Viola Park.

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L’immagine scelta è significativa: «È come se dentro una scatola modello luxury i cioccolatini non fossero all’altezza delle aspettative». Per questo, Paratici avrà tantissimo da lavorare.

Arrivati alla salvezza virtualmente raggiunta, Zetti chiede un segnale dalla proprietà: «Vorremmo sentire la voce del presidente Giuseppe Commisso». Sarebbe importante che tornasse a Firenze e che la proprietà facesse sentire la propria voce, per dare «una spinta ad un nuovo inizio all’altezza di Firenze».

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