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Zero vittorie, un punto e due gol fatti: la società avrà capito che manca qualcosa?

Un gennaio di messaggi chiarissimi arrivati dal campo ma non interpretati, ancora, dalla società che sul mercato latita

Se la Fiorentina non ha ancora vinto una partita nel 2024, «un motivo ci sarà». Se in campionato ha raccolto un punto nelle ultime tre partite, pure. Se ha segnato due gol nelle ultime cinque (coppe comprese) sarà perché qualcosa manca.

E poi la classifica, che adesso dice quinto posto ma, soprattutto, vede il Torino (decimo) a soli tre punti. Può bastare, per accorgersi dei rischi che si stanno correndo? Chissà. Scrive il Corriere Fiorentino. Quel che è certo è che pretendere tanto di più da questo gruppo è difficile.

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Forse impossibile. E quanto successo ieri sera ne è la miglior dimostrazione possibile. Perché se l’Inter era in emergenza, la Fiorentina si è presentata all’appuntamento con una formazione a dir poco rabberciata. Colpa del mercato (non a caso, forse, ieri attorno allo stadio sono apparsi volantini che invitavano Commisso a svegliarsi) e della condizione (evidentemente ancora troppo precaria per correre rischi) di Nico Gonzalez e Sottil.

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E basta pensare a quanto successo poco prima del fischio d’inizio per capire di cosa stiamo parlando. Italiano infatti ha fatto provare Sottil che però, dopo qualche minuto di riscaldamento, ha alzato bandiera bianca. Al suo posto però, nonostante alla viglia il mister fosse orientato a buttarlo dentro dall’inizio, non ha giocato Nico, ma Nzola.

A quel punto, indovinare come si sarebbero disposti i viola era una specie di lotteria. In teoria, si poteva immaginare un 4-3-1-2 con Bonaventura sulla linea di centrocampo e Ikonè a supporto delle due punte ma in realtà il modulo era quello di sempre (il 4-2-3-1), con Jack largo a sinistra (come ad inizio carriera) e Beltran alle spalle di Nzola.

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