Vai al contenuto
×

Antognoni: «Sono stato ferito. Sto male ancora oggi. Centenario? Ad oggi è più no che sì»

Le parole della bandiera della Fiorentina Giancarlo Antognoni sulla situazione del calcio italiano e sulla presenza o meno al centenario

Giancarlo Antognoni, ex numero dieci e simbolo della Fiorentina, è intervenuto ai microfoni di Tutti Convocati su Radio 24. Alla domanda se si consideri una sorta di santità per Firenze, Antognoni ha risposto: «Santità mi sembra troppo, diciamo piuttosto un monumento che Firenze continua a ricordare con affetto, perché non l’ho mai tradita e non ho mai cercato di lasciare questa città. Ai fiorentini ho trasmesso un’immagine corretta, quella di un calciatore che ha scelto Firenze e che oggi raccoglie i frutti di quella scelta. Naturalmente sono rimasto anche con la convinzione che si potesse vincere. Poi è chiaro che vincere è sempre complicato, e ci sono vittorie di diverso tipo. La mia, oggi, è essere rimasto a Firenze: quando esco incontro sempre persone che mi vogliono bene e mi fanno i complimenti per le decisioni che ho preso». 

sponsored

ITALIA. Sulla crisi del calcio italiano e sugli interventi necessari, l’ex viola ha spiegato: «Le cose da fare sono molte, perché purtroppo il calcio italiano oggi ha fatto qualche passo indietro. Non è vero che i giocatori manchino, basta guardare ai settori giovanili. Il problema è che il salto verso la prima squadra è troppo grande. Inoltre, nel nostro campionato gli italiani trovano poco spazio. Purtroppo il tempo è poco, contano i risultati e già dalla Nations League saranno necessari». 

sponsored

CENTENARIO. Riguardo alla decisione di non partecipare alla festa per il centenario della Fiorentina e al fatto che i tifosi potrebbero non vederlo in una giornata così significativa, Antognoni ha dichiarato: «Purtroppo si è venuta a creare questa situazione. È un po’ come accade ai ragazzi di oggi, che non vedono l’Italia ai Mondiali. Vedremo, ma c’è un passato di alcuni anni fa che mi ha ferito molto e ancora oggi sto cercando di rimarginare quelle ferite. Sono fatto così: credo in tutti, ma se qualcuno mi si mette contro provo a reagire. Non vorrei usare parole troppo dure, però ad oggi è più no che sì». Infine, sulla possibilità di andare incontro alla società qualora arrivasse una chiamata più formale, ha concluso: «In questo momento non voglio spingermi troppo su quello che potrà accadere. Vedremo cosa succederà in futuro, ma ad oggi è più un no che un sì».

sponsored

Lascia un commento