Vai al contenuto
×
Aggiungi come fonte preferita su Google

Urlo Martinez Quarta. Ma il suo colpo di testa non basta

La rete del difensore argentino, al settimo gol stagionale, aveva illuso i viola

Come scrive il Corriere dello Sport, si è tolto giacca e felpa nel momento del bisogno Lucas Martinez Quarta, al nono del secondo tempo, quando l'arbitro ha estratto il rosso sotto il naso a Nikola Milenkovic. Un quarto d'ora di apnea, in un'improvvisata difesa a tre insieme a Mandragora e Ranieri.

Poi la punizione di Biraghi e una palla che sopra aveva scritto “Chino”: colpo di testa, il 20º buono in questa stagione in totale (più di tutte le latre di A) e 1-1 sotto la gradinata dei tifosi dell'Atalanta. Con la testata nella notte del Gewiss Stadium, Quarta arriva in doppia cifra in maglia viola: 10 reti da quando è in Italia su un totale di 117 partite.

sponsored

Una media gol che, all'incirca sullo stesso numero di gare, è ben superiore a quella della maggior parte degli esterni a disposizione di Vincenzo Italiano (Kouame, Ikone e Sottil hanno fatto peggio). Anche in un palcoscenico prestigioso come quello di una semifinale di Coppa Italia l'argentino è risultato essere arma micidiale sotto porta e per di più con la specialità della casa, il colpo di testa.

sponsored

Quello di ieri sera è il quinto “cabezazo” con la maglia della Fiorentina, il quarto gol arrivato in deviazione aerea in un'annata da re Mida dei cieli per l'ex River Plate. E siamo a sette reti stagionali: anche in questo dato Quarta ha fatto in pratica meglio rispetto a tutto il pacchetto offensivo di Vincenzo Italiano (di più hanno segnato solo due connazionali, Beltran e Nico Gonzalez).

sponsored

Forse ieri Italiano si sarà pentito di non aver puntato su un calciatore che (al di là della vena offensiva) pare più in forma rispetto a un disastrato Milenkovic. Anche sotto di un uomo, alla disperata difesa di un risultato poi sfumato sul gong, l'argentino si è più volte trovato ad accompagnare le casuali folate offensive della Fiorentina.

E non solo per lo squillo che ha portato una fiammella di speranza nel secondo tempo di sofferenza di Biraghi e i suoi, ma anche per la varietà di soluzioni date fino all'ultimo a una squadra incerottata e alla disperata ricerca di segnali di vita dagli attaccanti, il ventisettenne di Mar de la Plata è stato in ogni caso uno degli uomini copertina, in casa viola, nella triste notte bergamasca.

Aggiungi come fonte preferita su Google

Lascia un commento