Vai al contenuto
×
Aggiungi come fonte preferita su Google

Cobolli: «Ho il giglio sulla schiena. Bove il mio angelo in terra, l'incidente...»

Le parole del tennista azzurro, anche sul rapporto con Firenze e con Edoardo

Reduce dall’apparizione come Gran Messere alla finale del calcio storico fiorentino tra Rossi di Santa Maria Novella e Azzurri di Santa Croce, Flavio Cobolli ha parlato al Corriere della Sera anche del suo rapporto con Bove. Così su Firenze: «La parte materna della famiglia è toscana: a Firenze sono legato, ho il giglio tatuato sulla schiena».

BOVE. «È il mio angelo in terra, e sono fortunato ad averlo. L’incidente ci ha legati ancora di più. Di Edo mi fido: gli dico tutto, gli chiedo aiuto. Ce l’ho tatuato sulla pelle. Mi piacciono la sua umiltà e generosità, doti che riconosco anche a me stesso». 

sponsored

TENNIS E CALCIO. «Sono un freddo, non ho paura di niente e di nessuno ma con il pallone tra i piedi avvertivo più pressione che divertimento. Il tennis, invece, mi faceva sentire libero. In campo preferisco lottare da solo: le cavolate me le devo intestare tutte io. Da calciatore non mi sarei mai espresso con la libertà che ho oggi. Zero rimpianti, quindi». 

sponsored

OLTRE ALLO SPORT. «Edo Bove mi ha attaccato la passione per la moda e per il bello. Ho imparato ad arredare la casa con oggetti particolari, a vestirmi bene: mi piace essere notato. Non nego di avere una collezione di maglie del calcio però la collaborazione con Brunello Cucinelli mi emoziona: con i suoi abiti addosso è impossibile non essere bello».

Aggiungi come fonte preferita su Google

Lascia un commento