Un’estate fa…restano gli abbracci tra Chiesa e Commisso. Ma i ruoli adesso si sono ribaltati
Un’estate fa…restano gli abbracci tra Chiesa e Commisso. Ma i ruoli adesso si sono ribaltati. Il coltello è passato dalla parte del manico di Chiesa
La partita Federico Chiesa-Fiorentina è ancora tutta da giocare. Un anno dopo il primo abbraccio, in Usa, tra Commisso e il numero venticinque della Fiorentina, restano i convenevoli e i buoni rapporti, ma i ruoli dei due protagonisti si sono, ormai, del tutto ribaltati.
CHIESA, PRIGIONIERO UN ANNO FA. Quello che accadde l’estate scorsa in America è storia. Chiesa aveva ricevuto rassicurazioni dalla precedente proprietà che avrebbe potuto cambiare maglia. E, con Ramadani di mezzo, era stato anche trovato un principio d’accordo con la Juventus.
Poi è arrivato Commisso, ed è cambiato tutto. Commisso parlò chiaro: “Non sarà il mio Baggio”, mentre Chiesa restò in silenzio. L’opera di convincimento da parte di Barone e degli altri dirigenti viola fu ‘dura’, e si consumò su un furgone dirigenziale sulle rive del fiume Hudson.
Piaccia, o meno, è quello che è accaduto. Chiesa è rimasto a Firenze sentendosi in un certo senso prigioniero, senza rinnovare il contratto, nonostante i rapporti siano cambiati nel corso dei mesi anche grazie agli incontri avuti tra Commisso e babbo Enrico.
Dal punto di vista dell’impegno niente da dire. Anche se sul rendimento, forse, può aver inficiato anche una scarsa serenità da parte di chi pensava di poter già un anno fa giocare altrove. FIORENTINA, PRIGIONIERA ADESSO. Con i mesi, dicevamo, i rapporti sono cambiati.
Quello che era stato un diktat duro si è trasformato in apertura. Il Chiesa resta senza se e senza ma, si è col tempo trasformato in un: “Chiesa, se vuole andare altrove è libero di farlo. Gliel’ho detto, ma deve portarci un’offerta che noi riteniamo congrua”.
C’è, però, una serie di problemi che non agevolano la Fiorentina. Il prezzo del cartellino di Chiesa è sensibilmente calato, sia per via della pandemia globale che per il rendimento del calciatore che non ha fatto grandi salti di qualità.
La scadenza al 2022 è un altro problema. Perché nel frattempo Chiesa non ha prolungato il suo accordo con la Fiorentina, che dal canto suo, legittimamente, non vuole svenderlo, ma deve fare i conti con valori di mercato al ribasso.
Anche per colpa propria, visto che ha deciso di tenerlo pur senza il suo completo consenso. Continuano, insomma, gli abbracci, e i buoni rapporti. Ma il grosso problema è che Chiesa fa muro ad ogni offerta proveniente dall’estero.
Lui vuole rimanere in Italia, e le pretendenti sono le solite di un anno fa. La Juve su tutti. Che adesso, tuttavia, può dettare le condizioni. Fosse stato per Commisso Chiesa sarebbe già partito, con destinazione Premier League.
Nelle casse della Fiorentina sarebbero entrati diversi milioni, e qualche altro rinforzo. Se Chiesa non esce prima della fine del mercato, e il messaggio lanciato da Commisso è chiaro, non si potranno fare operazioni onerose in entrata.
I ruoli, insomma, si sono ribaltati, e adesso è la Fiorentina ad essere prigioniera, o quanto meno molto vincolata, dalle volontà di Chiesa. MANICO DEL COLTELLO. Il proverbiale manico del coltello, adesso, pare aver cambiato direzione.
Commisso sperava, infatti, di arrivare a convincere Chiesa della bontà delle sue intenzioni. Magari ottenendo un rinnovo che avrebbe permesso alla Fiorentina di poter avere maggiore forza in fase di trattative per un’uscita che si sarebbe potuta concretizzare a condizioni diverse da quelle attuali.
IACHINI. Su Chiesa ci ha lavorato, molto, anche il tecnicoIachini. Lo ha messo al centro delle sue attenzioni fin da quando è arrivato a fine dicembre scorso, ottenendo ottime risposte anche dallo stesso calciatore. Ma adesso qualcosa è cambiato anche su questo fronte.
La scelta di continuare a puntare sul 3-5-2 schierando Chiesa a tutta fascia, con compiti all’orizzonte che spesso lo vedranno doversi sacrificare sulla fase difensiva possono essere un segnale che forse, anche Iachini stesso, spera si trovi una soluzione differente.
Sa bene che in quella posizione Chiesa potrà andare incontro a difficoltà. Così come lo sa Chiesa. Che rischia, anche, in alcune partite di restare in panchina quando ci saranno da affrontare avversari più offensivi. La partita, come detto, è ancora tutta da giocare.
Ma le condizioni, adesso, sono favorevoli più a Chiesa che alla Fiorentina. Un rischio che andava messo in conto. Anche se c’era la speranza che le cose potessero andare in maniera diversa.



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