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Una squadra senza fuoriclasse: persi Nico e Jack, la Viola si è sgonfiata

Non ci sono giocatori in grado di spostare gli equilibri. E così nel campionato altalenante ci si chiede qual è il vero volto della Fiorentina

Guardare il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto? È il risultato del campionato senza continuità della Fiorentina, squadra capace di travolgere e tramortire la Lazio una settimana fa e poi di faticare a fare un tiro in porta contro il Torino.

Qual è insomma il vero volto dei viola? Qual è il reale valore della rosa a disposizione di Italiano e quanto pesa quello aggiunto dal tecnico, uno dei più innovativi della serie A? Verrebbe da pensare che quando l’allenatore riesce a tirare fuori dal cilindro una sorpresa tattica in grado di mettere in difficoltà gli avversari la Fiorentina sembra moltiplicare la propria qualità.

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Ma siccome anche il tecnico più fantasioso esaurisce le idee (l’ultima Mandragora centrale difensivo e regista arretrato) quando, come nella gara bloccata di Torino,tocca ai giocatori trovare la chiave della partita ecco i problemi, le idee mancano e i viola finiscono per apparire una squadra da metà classifica.

Così scrive il Corriere Fiorentino. SENZA FUORICLASSE. Non sembra esserci infatti un punto di riferimento in campo, un giocatore in grado di spostare gli equilibri, risolvere la partita con una giocata, prendersi la squadra sulle spalle e indicare la strada.

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In una parola a questa Fiorentina sembra mancare un fuoriclasse, quello che accende i tifosi ma anche i compagni di squadra perché sanno che, quando le cose non girano, basta servirlo discretamente per vedere tolta la gran parte delle castagne dal fuoco.

Nella prima parte del campionato che i viola hanno concluso al quarto posto ci hanno pensato soprattutto Bonaventura e Nico Gonzalez ad assolvere a questo compito. Persi loro, i viola si sono sgonfiati. E in questo senso vanno lette gran parte delle modifiche tattiche che Italiano sta apportando, tutte nate dalla necessità di non sacrificare, con l’arrivo di Belotti e il nuovo ruolo di Beltran, né il minutaggio di Bonaventura né le zone di campo preferite da Nico Gonzalez.

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Un equilibrio difficile da trovare per una squadra che probabilmente avrebbe avuto bisogno di altro dal mercato di gennaio.

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