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Troppi giocatori fuori ruolo: il grande caos viola. Segnali allarmanti

Senza idee e senza identità, con le scelte di Iachini che fanno discutere. La Fiorentina crolla anche a Roma

Dopo due minuti dal fischio d’inizio Castrovilli manda di poco a lato un bel tiro e poi inventa un bell’assist per Callejon sul quale salva, all’ultimo istante, Spinazzola. Fine. Il gioco, le idee, la mentalità, la crescita, la continuità di rendimento.

Tutto concluso nel giro di due minuti, i primi due di una gara che ha visto il dominio assoluto della Roma, un portiere di nome Dragowski che ha evitato in almeno tre grandi occasioni un passivo più pesante, il non senso tattico di schierare due punte che punte non sono, una difesa che è lontanissima dai livelli della passata stagione. E tanti dubbi, sul tecnico, sulla prestazione, sui singoli.

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Così scrive La Repubblica.

LE SCELTE DI BEPPE. All’Olimpico l’unico a trovare la porta avversaria, con un colpo di testa a dieci minuti dal termine, è Kouame. L’immagine chiave è quella di Ribery, sostituito nel finale e più volte apparso spaesato, scoraggiato, impotente di fronte a una situazione che probabilmente non si sarebbe mai atteso di vivere.

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La rete di Spinazzola nel primo tempo mette in evidenza la fragilità di questa squadra. La Roma sfiora più volte la seconda rete e soltanto il Dragowski tiene viva una gara altrimenti già finita. Iachini contribuisce più volte a non rianimarla.

Prima con un 3-5-2 senza senso: Callejon e Ribery in attacco senza un punto di riferimento. Poi con la sostituzione di Castrovilli all’intervallo: l’unico che aveva creato qualcosa, che pareva poter dare uno strappo. Forse un cambio dettato dal giallo rimediato dal numero dieci ma i dubbi restano, perché privarsi di un talento come Castrovilli in una gara dove non ne stai azzeccando una, fa riflettere.

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SENZA IDENTITA'. Il modulo cambia, si passa al tridente con l’inserimento prima di Vlahovic, poi di Kouame, poi di Cutrone. Il tecnico le prova tutte ma i giocatori non rispondono. L’assenza di Pezzella si fa sentire ma stavolta i segnali allarmanti arrivati anche nella sfida contro il Padova di Coppa Italia, trovano ulteriori conferme.

C’è una questione tattica che fa capo a Iachini e poi c’è una questione mentale che riguarda anche i calciatori. La squadra vista contro la Roma è apparsa sotto tono, incapace di reagire, senza idee, senza identità. Probabilmente manca un obiettivo ambizioso, che possa compattare il gruppo, dargli una motivazione ben precisa.

Stimolarlo.

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