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Toni: "Firenze è stata la mia fortuna. Ribery ha ancora due o tre anni alla grande"

L'ex bomber anche dei viola ha parlato nella diretta Instagram organizzata da un altro ex viola come Frey

Luca Toni ha parlato nella diretta Instagram di Frey: "Sto lavorando nel campo in questi giorni, pianto i pomodori e altro. Ormai sono diventato un esperto anche di fare la spesa perché almeno posso uscire. Dicono che in Italia abbiamo toccato il picco e ora dovrebbe cominciare la discesa.

Speriamo. Ci rialzeremo come sempre. L'importante è stare in casa, poi torneremo più forti. Scarpa d'Oro? E' stato un anno fantastico lì a Firenze. Eravamo bravi giocatori ma avevamo soprattutto un gruppo fantastico. Andavamo fuori insieme.

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Eravamo un gruppo bello e si vedeva anche in campo. Eravamo grandi giocatori e ci siamo tolti grandi soddisfazioni, al di sopra di ogni aspettativa. Dainelli doveva solo organizzare le cene e non ne azzeccava mai una. Bisogna mettergli un po' di pressione a Dario perché ora a casa è troppo tranquillo.

Stavamo bene insieme. Io scherzavo sempre, è stata una mia caratteristica, poi quando fischiava l'arbitro si andava in battaglia. Ma la colpa è sempre stata di Dario Dainelli, il capitano (ride n.d.r.). Calciopoli? Era nell'aria che ci sarebbero stati tanti punti di penalizzazione ma non si parlava di andare in B.

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Nel secondo anno alla Fiorentina avevamo una squadra davvero molto forte. Si vinceva ma eravamo sempre a meno qualcosa in classifica, quello è stato l'aspetto più brutto. Non si vedeva mai lo zero. Poi alla fine è stato un campionato fantastico perché siamo arrivati in Coppa Uefa.

Credo che sia stato uno degli anni in cui la Fiorentina ha fatto più punti. Saremmo arrivati in Champions League. Ci volevamo bene e stavamo bene insieme. Avevamo un gran portiere e serviva visto i disastri che faceva Dainelli (ride n.d.r.).

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Dario lo considero più di un amico. Abbiamo lasciato il segno a Firenze. Il primo anno a Firenze si partiva sempre 1-0. Ho fatto 31 gol. Ho dato veramente tanto gas nel primo anno alla Fiorentina. Ero posseduto. Ribery? Deve fare qualcosa a Firenze.

Ha due o tre anni da fare alla grande. E' carichissimo. Gli piace Firenze, il clima e poi è diventato un leader anche nello spogliatoio. E' uno che scherza tanto poi però quando c'è da andare in battaglia non ce ne è per nessuno.

La cosa più bella di quella Fiorentina è stato il gruppo. Cosa hai provato quando sei tornato a Firenze? E' stata la mia fortuna. Tornavo da Dubai e non mi voleva più nessuno. Negli ultimi minuti di mercato Berbatov non arrivò alla Fiorentina e allora presero me.

Pradè mi chiese se avessi voglia di tornare e per me era come tornare a casa. Sono stato solo un anno ma da lì è partita una seconda giovinezza. A Verona sono stato tre anni ed è stata un'avventura stupenda. Mi sono trovato benissimo.

E' stata un'altra scelta giusta. La città è fantastica. Abitavo in centro e posso dire che la tifoseria del Verona è molto simile a quella della Fiorentina. Tifosi sempre attaccati alla squadra. Ho fatto una gran bella carriera".

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