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Thereau: "La Viola non può lottare per l'Europa. Chiesa andava ceduto. Se non tratti bene la gente..."

L'ex attaccante della Fiorentina si sfoga: "Io posso sempre guardarmi allo specchio. Tenermi fuori è stata una scelta societaria"

Da qualche giorno Cyril Thereau non è più un calciatore della Fiorentina. L'attaccante francese traccia un bilancio dell'esperienza viola, non lesinando qualche 'frecciata': “Io posso sempre guardarmi allo specchio. Tenermi fuori è stata una scelta societaria.

Con il mio procuratore abbiamo fatto una proposta per fare la risoluzione, loro non hanno voluto accettare. Ho fatto quello che dovevo fare”, dice a Tuttomercatoweb.com. BELGIO. “Potrei andare anche adesso... Ma ho rifiutato un po’ di offerte.

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A Firenze stavo bene. Per andare in Belgio devo far spostare anche la mia famiglia. E oggi voglio privilegiare la qualità della vita. Mio figlio ha undici anni, non è semplice cambiare scuola e farsi nuovi amici. Al momento, sinceramente, non sto cercando niente.

Come detto, privilegio la qualità della vita. Per ora le proposte non mi hanno convinto, non è una questione finanziaria. Ora sono in Francia, il mio futuro sono le vacanze”. VIOLA, STAGIONE DELUDENTE. Si ha sempre ciò che si merita.

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Se non tratti bene la gente poi arriva quello che meriti”. Si spieghi meglio. “Di fatti concreti ce ne sono pochi. La Fiorentina non è una squadra che può lottare per l’Europa al di là di quello che si dice. Servono calciatori per lottare per questo traguardo.

In Italia le squadre forti sono tante. Per l’Europa serve un organico più competitivo. La squadra comunque ha buoni calciatori. Ma i tifosi meriterebbero qualcosa di grande”. IACHINI. “Alla Fiorentina ero fuori rosa, mi allenavo con una persona dello stadio.

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Gli allenamenti li vedevo da fuori. Il mister l’ho avuto all’Udinese, è un allenatore molto valido. E nelle situazioni d’emergenza riesce a far dare il cento per cento alla squadra”. CHIESA. Non venderlo l’anno scorso è stato un errore.

Ho vissuto una situazione del genere al Chievo: avevo ricevuto un’offerta e la società non mi ha fatto partire. Poi non riuscivo più ad essere me stesso. Quando qualcosa si rompe diventa difficile. Doveva andar via prima. Federico ha qualità, dà sempre il cento per cento perché è un professionista, ma poi quando arrivano offerte che ti distraggono, se non parti, diventa tutto più difficile”.

CASTROVILLI. Giusto farlo partire? “Dipende dalle offerte. Quando un calciatore riceve proposte che non si possono rifiutare, è giusto lasciarlo andare. Altrimenti con la testa non c’e più”.

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