Vai al contenuto
×
Aggiungi come fonte preferita su Google

Thereau, il signor 'no': un posto in panchina difficile da lasciare

Un rifiuto dopo l'altro, l'attaccante francese rimane per ora alla Fiorentina. Tra un ingaggio elevato e una città difficile da lasciare.

C’è chi dice no. Una, due, tre volte. Forse di più. È il caso di Cyril Thereau. Attaccante all’occorrenza esterno, 36 anni ad aprile, che dopo aver trovato la sua dimensione prima al Chievo e poi all’Udinese, è finito ai margini del progetto giovani della Fiorentina.

Ma non è questione soltanto d’età, scrive La Repubblica.

STORIA. Perché il francese nei primi mesi a Firenze aveva anche segnato e giocato spesso come titolare nel tridente insieme a Chiesa e Simeone. Fu proprio Pioli a chiederlo alla sua dirigenza.

sponsored

Il 31 agosto del 2017, nell’ultimo giorno di mercato, i viola spesero 2 milioni di euro e fecero firmare un contratto triennale da 700 mila euro al giocatore. Dopo quell’avvio, però, problemi fisici, tanta panchina e ora soltanto 26 minuti in campo tra Bologna e Juventus.

Il nulla. Eppure oggi ci sarebbero dei club interessati a lui. Così come era capitato in estate.

sponsored

RIFIUTI. «Vieni a Cagliari?». «No, grazie». «Ti andrebbe di aiutare il Frosinone a salvarsi?». «No, grazie». «Vorresti tornare a Verona, dove ti ricordano con grande affetto, e puntare a un obiettivo quasi impossibile?».

«No grazie, davvero». Thereau sta bene qui e come potergli dare torto. Quando in quel giorno di fine agosto il suo agente lo chiamò per dirgli della Fiorentina quasi non ci credeva. Il punto di arrivo per chi ha sempre inseguito il sogno di giocare in una piazza meravigliosa, calda e appassionata come quella di Firenze.

sponsored

PERCHE' CAMBIARE?

Adesso è difficile per qualsiasi club provare a convincere il giocatore: un po’ perché pesa lo stipendio, in scadenza giugno 2020. Un po’ perché Thereau pare aver confidato agli amici che potrà cambiare città solo in caso di un progetto più affascinante.

Che riesca a entusiasmarlo. Perché oltre ai soldi, nel calcio, contano le motivazioni. Se poi hai un contratto solido che ti copre le spalle, tutto il resto puoi viverlo con più serenità. Il rischio che “Cirillo”, come lo chiamano i tifosi viola, rimanga qui anche dopo la sessione invernale è reale.

Aggiungi come fonte preferita su Google

Lascia un commento