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Taglio agli ingaggi: esempio Barcellona, intesa con i giocatori

In Spagna i dirigenti catalani hanno trovato una prima intesa con Messi e compagni. Ma anche in Francia e in Germania stipendi ridotti.

Anche i ricchi piangono. E il Barcellona è il più ricco di tutti, con un fatturato arrivato a 840 milioni di euro la scorsa stagione. Ieri i dirigenti catalani hanno trovato un’intesa di massima coi giocatori per tagliare gli ingaggi, almeno finché dura la pandemia.

In Francia vari club, tra cui Lione e Marsiglia, hanno già optato per il regime di disoccupazione parziale che permette di ridurre il monte stipendi, con l’aiuto dello Stato. Così scrive La Gazzetta dello Sport. ESTERO. Tebas, il presidente della Liga, ha spiegato: «Se la situazione sanitaria legata al coronavirus si dovesse complicare non possiamo scartare nessuna ipotesi, inclusa la riduzione salariale».

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A fargli eco pure il presidente federale italiano Gravina: «Il taglio degli ingaggi non è un tabù». Ma tra il dire e il fare c’è spesso il rischio di perdersi in chiacchiere. Magari non in Svizzera, visto che il Sion ha licenziato in tronco 9 giocatori che avevano rifiutato di abbassarsi l’ingaggio al minimo legale, di 12 mila euro.

In Bundesliga, i giocatori del Monchengladbach si sono autodecurtati l’ingaggio, permettendo un risparmio di un milione. INTESA. Un esempio che forse ha ispirato Messi, Busquets, Piqué e Sergi Roberto, i capitani del Barça convocati venerdì dal presidente Bartomeu.

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Dopo un paio di giorni di riflessione si è arrivati ieri a un’intesa di principio. Insomma, c’è la disponibilità da parte dello spogliatoio di venire incontro alle richieste dei dirigenti per evitare che il coronavirus infetti di fatto anche la salute finanziaria del club.

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