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Sottil ko: Castrovilli e Parisi le possibili invenzioni di Italiano

Senza Sottil restano tre gli esterni a disposizione di Italiano. Serve dunque trovare alternative all'interno della rosa

Non ci voleva e prima di tutto viene il dispiacere per il giovane uomo-calciatore Riccardo Sottil, costretto a fermarsi per la frattura scomposta della clavicola che lo toglie dai giochi sul più bello e mentre stava esprimendo il suo meglio sicuramente da agosto, forse in generale nei suoi anni di Fiorentina.

Scrive il Corriere dello Sport-Stadio. Il gol stupendo al Bruges (premiato dall’Uefa come il più bello tra gli undici segnati nelle due semifinali d’andata) è lì a dimostrarlo senza tema di smentite. Niente Verona, niente soprattutto ritorno in Belgio e stagione finita qui per Sottil: che rimessa a posto chirurgicamente la frattura, guarda già avanti.

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ESTERNI DA TUTELARE

Lanciata la volata ai compagni, l’esterno che non sarà in campo a Bruges diventa un problema per Italiano. Doppio: perché gli verrà a mancare un elemento in forma quasi ideale al momento giusto e nel momento giusto, e perché la coperta corta nel ruolo è diventata adesso cortissima.

Per il Bruges, certo: ma prima c’è il Verona. E Vincenzo Italiano come sta pensando di combinare l’esigenza di presentare una Fiorentina competitiva in tutti i reparti contro l’Hellas, adesso che l’obiettivo Europa è tornato nel mirino anche in campionato, e la priorità assoluta di tutelare i tre esterni di ruolo rimasti in rosa per la partita di mercoledì?

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SOLUZIONE DOPPIA

La prima ipotesi, affidandosi al consueto 4-2-3-1, è una gestione col bilancino del farmacista (già fatta da Italiano): minuti prima o dopo per Gonzalez e Kouame - che in linea teorica sono i titolari in pectore per Bruges - con Ikoné e Parisi (in versione ala), oppure Castrovilli impiegato da esterno alto in una prova che il tecnico viola aveva in mente prima dell’infortunio del centrocampista pugliese, ad alternarsi con i due per una distribuzione super mirata in ottica Bruges.

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C’è però una seconda strada che viceversa permetterebbe di escludere qualsiasi tipo di rischio, rinunciando - volendo - in pratica a Gonzalez e Kouame, e anche a Ikoné, ma affonda le radici nel cambio di modulo: con il 3-5-2 (ormai nelle corde della Fiorentina per ripetuti esempi a partita in corso) e con Faraoni subito in campo nei tre di difesa in questo caso per non impiegare tutti e tre i centrali che è l’altro ruolo “corto”.

Kayode e Parisi andrebbero ovviamente sulle rispettive fasce di competenza ai lati del terzetto di mediani (Castrovilli-Maxime Lopez-Duncan, per dirne uno possibile e sempre con il pensiero rivolto a Bruges), mentre davanti ci sarebbero Nzola e una seconda punta che potrebbe essere Beltran o Barak.

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