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Solomon, non si placa la polemica. Insulti e minacce di morte social a Madau

Il consigliere comunale di Sesto Fiorentino si era esposto sui suoi profili contro l'acquisto del calciatore israeliano

Non accenna a placarsi la polemica politica per il sostegno all'Idf mostrato da Manor Solomon, nuovo arrivato in casa Fiorentina. Cresce fino ad arrivare alle minacce di morte a Jacopo Madau, il segretario di Sinistra Italiana a Firenze e assessore a Sesto Fiorentino che aveva dichiarato Solomon «non benvenuto a Firenze». A riportarlo è La Repubblica.

LE PROTESTE. I profili social del club sono invasi di bandiere della Palestina e alcune pagine tra le più seguite, come ad esempio "Suffering Fiorentina", hanno criticato l'arrivo di Solomon, decidendo di ignorarlo mediaticamente. Legittimo chiedersi cosa accadrà allo stadio, se partirà qualche fischio all'indirizzo del calciatore o se ci saranno altre forme di protesta, eventualmente di matrice autonoma perché non ci sono comunicazioni ufficiali dei gruppi della curva. Così come non mancano i sostenitori viola che chiedono di lasciare la politica fuori dal calcio e si augurano che l'israeliano parta addirittura titolare. C'è poi chi ricorda il precedente, seppur un po' diverso, degli ottavi di finale di Conference contro gli israeliani del Maccabi Haifa, quando vennero esposte bandiere palestinesi e fischiati i giocatori all'uscita.

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LE DICHIARAZIONI POLITICHE. Vista l'escalation, dopo un venerdì senza dichiarazioni anche il Partito Democratico ha rotto il silenzio con le parole dell'assessora a Palazzo Vecchio Benedetta Albanese: «I nostri valori sono chiari e radicati nel tempo; sono quelli che costruiamo e mettiamo in pratica ogni giorno con impegni concreti, per i diritti, la solidarietà, il rispetto tra popoli e culture. La posizione dell'amministrazione e della sindaca Funaro sulla guerra tra Israele e Palestina è netta e forte da tempo, siamo per la pace, contro la violazione dei diritti umani in Palestina da parte del governo Netanyahu, a favore di due popoli e due stati. Lasciamo fuori lo sport da tutto questo, lo sport unisce e non divide. Firenze ha una lunga tradizione su questi temi cari alla nostra città, che non tradiamo e che prescinde e supera le polemiche politiche e le strumentalizzazioni da parte delle opposizioni».

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INSULTI E MINACCE DI MORTE. È la risposta al messaggio dei gruppi del centrodestra fiorentino (Fratelli d'Italia, Lista Schmidt, Lega, Forza Italia e Noi Moderati) che avevano preso «le distanze da tutti gli attacchi alla persona e al professionista Solomon» e invitato «la giunta di Sara Funaro e la sindaca metropolitana a chiedere le dimissioni di chi si fa scudo del suo ruolo istituzionale per interventi a briglia sciolta e colmi d'odio». Il riferimento, ovviamente, è a Madau, che però ieri ha ribadito la propria posizione «senza passi indietro». «Il tema - chiarisce - non è la nazionalità del calciatore, bensì il sostegno alle politiche genocidarie israeliane». Parole che gli costano insulti e minacce di morte sui social.

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LE REPLICHE. Madau viene difeso dalla frangia toscana del suo partito, Sinistra Italiana («Rivendichiamo il diritto di denunciare un genocidio. Nessuna minaccia è tollerata»), da cui si fa sentire anche il consigliere comunale di maggioranza Vincenzo Pizzolo (Avs): «Una persona che si è schierata a più riprese a favore del genocidio non è benvenuta a Firenze». Pure Dmitrij Palagi, capogruppo di Sinistra Pc, prende posizione: «Se decidi di usare la tua visibilità per apparire come sostenitore del governo di Israele, ne paghi le conseguenze». «Gli attacchi da sinistra a Solomon sono intollerabili» replica infine la deputata di Forza Italia, Isabella De Monte.


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