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Serie A, le società chiedono un taglio di stipendio ai giocatori

Danno economico dai 200 ai 700 milioni di euro, i club trattano con i calciatori. Ma l'Aic vuole rassicurazioni sugli allenamenti.

Le società di A hanno prospettato ai giocatori la possibilità di un taglio degli stipendi per recitare la loro parte in questo momento di crisi. E’ successo ieri durante la riunione del tavolo “sindacale” al quale hanno partecipato per i club Lotito (Lazio), Giulini (Cagliari), Marino (Atalanta) più alcuni tecnici e avvocati di altre squadre, l’ad De Siervo per la Lega, Calcagno e Grazioli per l’Aic.
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L’idea di chiedere un aiuto ai calciatori i proprietari l’hanno tramutata in fretta in realtà. Anche perché le stime sulla perdita della Serie A sono alte: 720 milioni se il campionato non fosse concluso, almeno 150-160 (più altri 40-50 che la Uefa non darebbe ai club partecipanti alle coppe) se invece terminerà in ritardo e a porte chiuse, scrive Il Corriere dello Sport.

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STIPENDI.  Senza gli incassi derivanti dal botteghino molte società stanno attraversando un momento difficile a livello di liquidità. Non tutte hanno provveduto a saldare gli stipendi di gennaio e febbraio, ma questa non è comunque una situazione nuova: è successo anche in passato e poi tutti sono stati regolarmente pagati.

Per ottenere le liberatorie necessarie per l’iscrizione ai prossimi campionati bisogna procedere al saldo di gennaio, febbraio e marzo entro il 31 maggio, a quello di aprile e maggio entro il 22 giugno. C’è ancora tanto tempo, ma i presidenti hanno voluto iniziare subito un dialogo.

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Hanno ribadito che loro una perdita importante la sosterranno comunque, anche se il torneo si concluderà. Cosa hanno risposto ieri i rappresentanti dei calciatori? Non c’è stata una chiusura netta al dialogo e non siamo già al muro contro muro, ma in questo momento il sindacato vuole prima di tutto individuare una data comune per la ripresa degli allenamenti e capire quando si tornerà a disputare gare ufficiali.

  RISCHIO FUGA.  E’ chiaro che un taglio dello stipendio potrebbe portare qualche campione presente in A a fare riflessioni sul suo futuro in Italia e questo non sarebbe un bene per il movimento. L’Aic ha intenzione di parlare del tema nel corso di un prossimo direttivo che analizzerà tutti gli scenari.

L'Associazione Calciatori

piuttosto vuole che gli allenamenti delle squadre riprendano tutti insieme e non la prossima settimana. Oggi riunione del tavolo competente. Adesso non c'è uniformità anche perché ci sono 7 formazioni in quarantena.

L'Aic ritiene che riprendere già la prossima settimana esporrebbe i giocatori a inutili rischi (se qualcuno fosse contagiato, bloccherebbe tutta la squadra), ma i presidenti di A hanno dalla loro parte il dpcm e, senza un accordo, ognuno deciderà liberamente.

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