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Ribery: conferma cercasi, e caccia ad altri record. Ad un passo il podio dei dribbling in A

Il francese dopo l’ottima prestazione contro l’Atalanta cerca conferme contro la Sampdoria. E insegue il podio dei dribbling in Serie A

CONFERMA CERCASI. Prima di uscire perché a corto di energie e con un piccolo fastidio muscolare a Parma contro l’Atalanta, di record Franck Ribery ne aveva già messi a referto un paio. Quello di calciatore straniero più anziano ad aver trovato il primo gol in Serie A, e quello di velocità in sprint in occasione dello scatto che gli ha permesso di raggiungere quel cross di Chiesa per siglare un gol tanto bello quanto importante.

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E il fastidio fisico accusato contro i nerazzurri è già alle spalle. E oggi, contro la Samp, cerca conferme. Lui, Montella, ed il popolo viola. Che fosse un campione lo si sapeva già. Ma che potesse essere così generoso e performante in campo in pochi se lo aspettavano.

Anche tra gli addetti ai lavori.

A CACCIA DI ALTRI RECORD. E adesso, oltre alla ricerca del bis sotto porta, magari stavolta da tre punti anche se lui non ha colpe per la rimonta subita dalla squadra di Gasperini, ci sono anche altre statistiche da migliorare.

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Perché contano anche quelle quando ti chiami Ribery ed hai già vinto tutto in carriera ma decidi di rinunciare ai petroldollari per metterti in discussione e in gioco in Serie A.

Il francese è già ai piedi del podio per dribbling riusciti.

Con una percentuale di riuscita pazzesca del 79%. Ne sa qualcosa l’Atalanta, che spesso e volentieri, anche attraverso tunnel in scioltezza, si è trovata a dover lasciar sfilare Ribery senza poter far nulla se non sperare in miglior sorte dei compagni.

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E dire che di minuti, rispetto a chi gli sta davanti in classifica, ne ha giocati la metà.

COMANDA CASTROVILLI. E altro dato degno di menzione è quello che riguarda Castrovilli. Già perché il numero 8 viola comanda la classifica di dribbling riusciti.

E non è un caso se lo stesso giovane pugliese all’intervallo di Atalanta-Fiorentina ha rimarcato come Ribery gli dia costantemente consigli, sia in campo, che in allenamento. Certo, la base è solida, e la qualità non si impara dall’oggi al domani.

Ma con un Ribery così, non si può far altro che crescere.

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