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Repubblica - Una sola strada: vincere. Adesso le tabelle vanno trasformate in fatti

Vanoli è chiamato a dare seguito alle parole del direttore generale a partire già da oggi. Anche per accogliere al meglio Paratici

Nella tabella di Capodanno il direttore generale Alessandro Ferrari è stato chiaro: «Siamo convinti che con sette vittorie e otto pareggi ci salveremo». Una media punti anche logica in un'altra posizione di classifica, un po' meno se si guarda al campionato della Fiorentina, ultima con nove punti, una sola vittoria, sei pareggi e dieci sconfitte. Ma, in uno slancio di positività dato dal nuovo anno, per iniziare a trasformare in fatti le parole dirigenziali, Vanoli ha una sola strada: vincere, a partire da oggi pomeriggio alle 15 contro la Cremonese. Così La Repubblica.

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OCCASIONE PER SVOLTARE. Una partita che - come altre volte è già successo in stagione - rappresenta l'ennesima occasione per svoltare. Un match da non fallire, secondo una litania che ha accompagnato tanti pre-partita, senza però mai concretizzarsi in qualcosa di realmente positivo. Eppure, vincere con i grigiorossi aprirebbe davvero altri scenari, prima di tutto di classifica. Con tre punti la Fiorentina rosicchierebbe due punti al Genoa, reduce dall'1-1 contro il Pisa, restando così a tre punti dalla salvezza. Ma non solo.

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ACCOGLIERE PARATICI E BLINDARE VANOLI. Complice una rivoluzione nel mercato invernale - iniziata con Solomon e che proseguirà tra tanti acquisti e cessioni - la vittoria sarebbe il tappeto migliore per dare il benvenuto, da domani, Fabio Paratici. Il nuovo responsabile dell'area tecnica viola sarà chiamato a realizzare una missione tutt'altro che facile: ricostruire da zero una squadra ultima per raggiungere la salvezza. Una vittoria blinderebbe ancora di più poi anche lo stesso Vanoli, confermato a più riprese dalla dirigenza ma chiaramente legato ai risultati. E per quanto Ferrari abbia sottolineato che da novembre, data dell'arrivo dell'ex Torino in panchina i parametri sono migliorati da un punto di vista sia generale come i tiri in porta, i tiri dentro l'area di rigore, i chilometri percorsi e l'intensità della corsa, che dei singoli - Dodo, Gudmundsson e Fagioli sono quelli cresciuti di più rispetto alla gestione Pioli - i soli cinque punti totalizzati in sette partite rappresentano un misero bottino.

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POI IL CICLO DI FERRO. La Cremonese chiude un ciclo che doveva essere quello del riscatto - Sassuolo, Verona, Udinese, Parma - e che invece si è trasformato in un mezzo incubo, con soli tre punti conquistati. Poi si aprirà una serie di partite dal coefficiente altissimo: Lazio fuori, Milan in casa, Bologna fuori, Cagliari in casa, Napoli fuori più l'ottavo di Coppa Italia al Franchi contro il Como. Arrivarci con un sorriso e con un po' meno acqua alla gola renderebbe tutto più sereno. Per riuscirci il piano partita dovrà prevedere la sintesi delle note positive delle ultime due gare: l'approccio visto contro l'Udinese e il secondo tempo di Parma che, nonostante il gol subito, ha portato la Fiorentina ad avere occasioni e a sfiorare il pareggio. Non dovrà mancare sacrificio, voglia e attenzione in difesa, contro una squadra, quella di Nicola, che non vivrà forse il suo miglior momento stagionale - un punto nelle ultime tre partite – ma che comunque resta con i suoi 21 punti una delle note più positive, da neopromossa, della Serie A.

CONTESTAZIONE. Il clima intorno alla squadra sarà lo stesso delle ultime settimane: di contestazione da parte della curva, nel pre e nel post partita, di sostegno durante i novanta minuti. Il coro laconico di sabato a Parma ("Vergognatevi"), dopo l'ennesima sconfitta, certifica anche un tifo organizzato rassegnato nei confronti della squadra ma non a una Serie B che sarebbe un'onta clamorosa nell'anno del centenario e per la città. Lo stadio sarà pieno, con quasi ventimila spettatori, non male considerando le feste e la situazione di classifica ma in linea comunque con una tifoseria che appena può risponde presente. E che dopo aver invaso Parma in quattromila e aver raccolto un invito inapplicato sul campo vuole vedere la definitiva inversione di rotta. Per trasformare le tabelle in fatti e non farle rimanere semplici spot autoreferenziali.


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