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Repubblica - Commisso, la Fiorentina come una famiglia. Passioni e battaglie del presidente viola

Grandi rapporti e discussioni in questi sette anni, tra tifosi, dirigenti, grandi club, politica e stampa

Rocco Commisso è morto quando in America era ancora il 16 gennaio. In Italia no, e così le sue tre famiglie piangeranno la scomparsa del proprio caro in date diverse. Perché oltre a quella naturale, partendo dalla moglie Catherine e i figli Joseph e Marisa, dal 1995 c’è Mediacom, azienda di telecomunicazioni creata dal nulla nell’auto rimessa di casa sua e che qualche anno fa ha toccato i 4.500 dipendenti. Nel giugno del 2019 ecco la terza famiglia, quella viola: dopo tre offerte consecutive ai Della Valle dal 2016 al 2018, l’affare alla fine si concluse il 6 giugno 2019. Il giorno seguente Commisso incontrò i dipendenti al mattino prima della presentazione del pomeriggio a stampa e tifosi dando il via all’ultima era viola. Così scrive La Repubblica.

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COME UNA FAMIGLIA. La gestione del calcio come un’azienda fatta di persone considerate come familiari, ha attirato contemporaneamente applausi e fischi, rapporti stretti ed attriti forti. Perché guai a chi, da fuori, metteva in dubbio le capacità di coloro che lavoravano per lui. Un enorme ombrello a difesa di parenti e dipendenti, che nella sua ottica erano sostanzialmente la stessa cosa. Rocco è entrato nel mondo del pallone come un ciclone, con la voglia di cambiare le cose a più livelli lasciando contemporaneamente qualcosa a Firenze e alla sua gente. È andata bene con il Viola Park, non come avrebbe voluto con lo stadio. È andata male con i trofei, viste le tre finali conquistate e perse. Ha riportato la voglia di sognare nei tifosi con il suo impatto, basti pensare all’acquisizione show di un campione come Franck Ribery, cercando contemporaneamente di non illudere nessuno. Allontanare un proprio dipendente gli provocava una sofferenza quasi fisica, vedi l’esonero di Montella nel primo anno o dell’amato Beppe Iachini più avanti. Non sopportando il mettere in discussione chi era dalla sua parte. 

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CONTRASTI. Fuori dal mondo viola, grandi rapporti o grandi discussioni. Ottimo il feeling con il presidente della Fifa Infantino o con quello della Uefa Ceferin. Parlando dei contrasti, si ricordano discussioni con le istituzioni, soprattutto sul fronte stadio, con la politica o parte della stampa. Commisso ha avuto dissapori con alcuni grandi club «che vincono malgrado situazioni debitorie assurde» e anche con gli arbitri. «Sono disgustato» disse dopo una sconfitta contro la Juventus. Ma tutti, amici e non, gli hanno sempre riconosciuto passione e motivazioni: la difesa della Fiorentina in ogni ambito. Per questo l’unica cosa che può avergli fatto male è qualche malinteso con la tifoseria negli ultimi tempi.

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