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Rabbia e amarezza, ancora proteste viola. Una settimana per la verità sull'allenatore. Poi il mercato

Niente ricorso dopo le scellerate decisioni di Chiffi, ma il boccone da mandar giù resta amaro. Tecnico e giocatori: è tempo delle scelte

Niente ricorso della Fiorentina per gli episodi della gara dell'Olimpico. Un mix di rabbia e amarezza ha attraversato il lunedì post-Roma, con i viola tornati ancora una volta 'bastonati' (arbitralmente parlando) dalla Capitale.

Dal 'tuffo' di Caicedo all'assist di Chiffi che porta ad un rigore ai limiti dell'assurdo, una stagione di proteste viola nei confronti della classe arbitrale che aveva toccato alte vette anche con il 'volo' di Mertens all'esordio e con i fatti di Torino contro la Juve.

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Commisso, dagli Stati Uniti, osserva ancora una volta incredulo. Chiede equità, giustizia, parità di trattamento. E la possibilità di far chiamare il Var alle squadre in campo. "Non è possibile che il calcio italiano continui a fare queste figure", continua a ripetere Rocco.

AMAREZZA. All'Olimpico Chiffi ha deciso che il suo tocco non ha influenzato l'azione della Roma (che pure ha guadagnato almeno un tempo di gioco sfruttando il rimpallo, per tornare dalle parti di Terracciano), per poi decretare il rigore per un contatto tra Dzeko e Terracciano che il portiere viola non poteva certo evitare. Scelte scellerate che il Var (Mazzoleni) non ha voluto correggere.

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E neanche far rivedere al monitor all'arbitro di Padova, già qualche settimana fa nel mirino dei viola per il rigore non dato per un colpo di mano evidente di Pessina contro il Verona. Difficile insomma puntare sull'errore tecnico, e allora niente ricorso.

Ma l'amarezza, sì, resta. Per una partita che la Fiorentina aveva giocato in sofferenza ma che comunque stava vedendo i viola portare a casa – con affanno – un punto. EQUILIBRIO SI', MA IL GIOCO? Sarebbe stato il settimo risultato utile consecutivo, per Iachini la seconda trasferta di fila contro una big passata indenne.

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Una Fiorentina piuttosto solida ma poco scintillante (ed è un vero eufemismo) dalla cintola in su. Tanto equilibrio, Chiesa terzino, ma quanta fatica a provare a fare un'azione manovrata con tre passaggi fluidi di fila. Sembra di chiedere tanto, in effetti, ad una squadra che non ha mai prodotto gioco da almeno un anno e mezzo a questa parte.

E sarebbe forse anche ingeneroso chiederlo a Iachini di metterlo in pratica adesso, nelle partite ogni tre giorni senza mai allenarsi veramente sul campo: una squadra che non ha mai avuto nel suo Dna i fraseggi e gli schemi offensivi, non può certo inventarseli in queste condizioni.

Non a caso le formazioni che stanno mettendo in campo bel gioco (in quanto tale, al di là dei risultati) in queste settimane sono quelle che erano già rodate prima della sosta: Atalanta, Sassuolo, Verona, in parte il Milan. Le altre magari vincono, ma non certo per un calcio piacevole.

RIPARTIRE DA UNA VIOLA CHE DIVERTA. Considerazioni che, invece, bisogna fare in vista della prossima stagione. Ci sarà poco tempo, è vero, per il prossimo allenatore per dare un'impronta immediata alla nuova Fiorentina (si parla di un campionato che dovrebbe partire il 12 settembre, con il ritiro che inizierebbe il 16 agosto), ma è lecito aspettarsi qualcosa di diverso nell'impronta di gioco.

Un po' come avvenne nel 2005 e nel 2012: dopo annate complicate, c'è bisogno di ripartire da una Fiorentina che diverta. Almeno un po'. E comunque di una Viola che sia più autoritaria e che non subisca sempre gli avversari. Non sarà facile, perché stavolta – a differenza dei primi anni con Prandelli e Montella – sarà richiesto subito un rendimento elevato, da Europa.

E le condizioni per lavorare saranno diverse da quelle stagioni. Ma la nuova Fiorentina, la prima 'vera' di Commisso, dovrà per forza ripartire da un calcio piacevole, per segnare una cesura da stagioni di mediocrità a livello tecnico oltre che di risultati.

IACHINI, MERITI E DUBBI. Può fare, tutto questo, Iachini? Se lo domandano anche all'interno della Fiorentina, se è vero che ancora una scelta definitiva per la prossima guida tecnica non c'è. Beppe ha avuto il grande merito di aver rimesso in sesto la squadra e il gruppo, ha portato alla salvezza anticipata facendo molto meglio di Montella e ha lo spogliatoio dalla sua parte.

Il gioco, però, non è mai arrivato: colpa della situazione, di una Fiorentina con l'acqua alla gola che doveva pensare solo a salvarsi, e non ben costruita, o l'allenatore poteva effettivamente fare qualcosa di più? E soprattutto, ripartendo da capo Iachini potrebbe dare un'impronta diversa alla Fiorentina?

L'impressione è che comunque il calcio di Beppe sia questo: efficace sì, ma anche poco spettacolare. LE ALTERNATIVE. In casa viola riflettono, c'è stima vera per Iachini ma anche la consapevolezza che servirebbe un allenatore diverso.

Da De Zerbi a Juric, fino ad Emery, sono già sfumati diversi profili che piacevano e che erano stati accostati alla Fiorentina. Restano Di Francesco e Giampaolo, due allenatori 'scottati' dalle recenti esperienze con Sampdoria e Milan: il primo aveva portato il Sassuolo in Europa e la Roma in semifinale di Champions e al 3° posto, il secondo era riuscito a dare una chiara identità ad Empoli e Samp, senza però centrare risultati sopra le righe.

Entrambi non convincono per ora del tutto. Sullo sfondo ci sarebbe poi anche la volontà di arrivare ad un allenatore straniero, un tecnico di caratura internazionale per dare subito un biglietto da visita importante a quello che dovrà essere il nuovo ciclo viola.

A parte nomi irraggiungibili (vedi Pochettino), però, non è uscito niente di concreto. Così come per quello Spalletti più volte accostato la Fiorentina ma ancora legato da un ricco contratto all'Inter: se la Fiorentina lo avesse voluto davvero, lo avrebbe senz'altro già preso visto che è fermo da un anno.

LA VERITA' IN UNA SETTIMANA. Discorso simile per Iachini: se tutti fossero convinti di confermarlo, l'avrebbero già annunciato. Ma le riflessioni sono ancora in corso. La verità sull'allenatore, in ogni caso, è attesa nel giro di una settimana.

Mercoledì la sfida al Franchi contro il Bologna (ultima in casa e occasione per arrivare quanto meno nella parte sinistra di classifica, magra consolazione...), poi nel weekend (ancora non si sa se sabato o domenica) chiusura a Ferrara contro la Spal.

Da lunedì prossimo, insomma, via a tutti gli effetti alla nuova stagione, con la scelta del nuovo allenatore che farà scattare anche il mercato. La società si sta già muovendo su profili diversi, ma ovviamente dovrà far combaciare il tutto con le idee tattiche del prossimo tecnico.

E pianificare insieme all'allenatore il mercato. Passando anche dalla gestione dei casi spinosi, che inevitabilmente condizioneranno le prossime settimane: da Chiesa a Milenkovic, fino a Vlahovic. Estate 'ridotta' che si preannuncia particolarmente calda.

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