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Poesio sul CorFio: «Salvezza quasi per inerzia. Prima del tecnico, serve chiarire gli obiettivi»

Salvezza arrivata quasi per inerzia, tra limiti tecnici e silenzio della proprietà: prima del tecnico serve capire gli obiettivi viola

Nel suo commento sul Corriere Fiorentino, Ernesto Poesio descrive una Fiorentina arrivata alla salvezza «quasi per inerzia», senza riuscire nemmeno nel finale di stagione a offrire segnali di entusiasmo o di ripartenza.

Poesio parla di «altri novanta minuti senza emozioni, giocate, idee» una partita incapace di divertire i tifosi presenti al Franchi, costretti ormai ad accontentarsi «di una splendida giornata di sole» e dei primi segni del cantiere della Fiesole. Il giudizio sul gruppo è severo: è «un po’ poco» per pensare che la nuova Fiorentina possa ripartire da un blocco di giocatori che «mai come in questa stagione, ha mostrato tutti i limiti tecnici».

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Non va meglio per Vanoli, definito «ostinato nel non voler almeno utilizzare queste ultime partite per dare spazio a qualche giovane della Primavera». Da qui la domanda simbolica: «Perché nemmeno un minuto a Braschi?».

Anche il possibile futuro, però, non offre certezze. Il Sassuolo di Fabio Grosso, «forte candidato alla panchina viola», secondo Poesio «non è che abbia incantato». Se la sfida tra i due tecnici doveva orientare le scelte, «non si può dire che le risposte abbiano fatto pendere la bilancia da una parte o dall’altra».

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Il punto centrale diventa allora più ampio: prima ancora di scegliere l’allenatore, la Fiorentina deve capire quale direzione vuole prendere. Poesio sottolinea che Paratici dovrà valutare molti elementi, compreso un budget ancora sconosciuto e una piazza che, dopo una stagione così deludente, non avrà molta pazienza.

Per questo, scrive, «prima di parlare del timoniere a cui affidare la nave viola, dovrebbe essere chiarita la rotta». Serve individuare gli obiettivi, perché solo così sarà possibile scegliere gli uomini giusti.

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La richiesta finale è rivolta alla proprietà: «È arrivato il tempo di spezzare il silenzio». Infatti, c’è «una Fiorentina da ricostruire quasi da zero» e un centenario da celebrare nel modo giusto, non festeggiando solo il club, ma «la sua storia».


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