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Piccoli e gli altri in odore in bocciatura. Sei gare per provare a cambiare ‘la sentenza’

Per molti saranno gli ultimi impegni con la maglia della Fiorentina. Occasione per molti per provare a invertire decisioni sul futuro

Archiviati i sogni di gloria, con la Fiorentina che almeno ha salvato la faccia col Palace, è tempo di tornare a pensare al campionato per la squadra viola. La salvezza, per quanto sia molto vicina, è ancora da conquistare matematicamente. Poi sarà tempo di pensare al futuro

ULTIME SEI. La sfida contro il Lecce di lunedì sarà la sestultima di questo travagliato campionato, con 540 minuti che separano la Fiorentina dal gong di una delle peggiori stagioni della recente storia del club viola, ma anche da quello che sarà il giorno zero di una nuova era. Da giugno, infatti, inizierà il vero lavoro di Paratici, condizionato a gennaio dall’impegno in essere col Tottenham, dall’impossibilità di avere un’idea completa di quello che c’era e non c’era in quella Fiorentina e da una situazione di classifica, generale e ambientale in cui portare calciatori a Firenze era tutt’altro che semplice. Giudizio sul suo lavoro (Harrison, Brescianini, Solomon, Fabbian, Rugani), dunque, rimandato a fine estate. 

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IL NOVE E IL TECNICO. Non mancheranno di certo le cose da fare, a cominciare dalla scelta dell’allenatore che dovrà riportare la Fiorentina in zone medio-alte della classifica, un tecnico con cui gettare le basi per un percorso di crescita. Poi c’è tutta una serie di posizioni da valutare. Su tutti c’è quella di chi sarà il nove della Fiorentina. Mentre Kean continua a convivere coi problemi fisici, per cui non è chiaro quando, se e come rientrerà, Piccoli continua a deludere. Partita dopo partita, l’ex Cagliari si sta confermando come un centravanti non da Fiorentina. I 25+2 milioni di euro spesi la scorsa estate rappresentano uno dei grandi problemi della precedente direzione sportiva, cioè l’aver dilapidato risorse per giocatori che non hanno reso neppure lontanamente rispetto a quanto sono costati. Piccoli non è Kean, non può essere il vice-Kean né tanto meno il post Kean (nel caso in cui il numero 20 viola dovesse essere ceduto). Da qui alla fine della stagione, tuttavia, Piccoli avrà ancora altre occasioni per provare a ribaltare l’esito di una sentenza che pare abbastanza scontata: la bocciatura.

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GLI ALTRI. Da vedere cosa accadrà coi vari Dodo e Comuzzo. Il primo ha fatto una prima parte di stagione orribile, risollevandosi un po’ nella seconda. Ma sul brasiliano pesa il discorso rinnovo. Il difensore friulano, invece, ha mantenuto un rendimento negativo costante. La sua involuzione è apparsa evidente. Difficile, se non impossibile, che possano arrivare le offerte da 40 milioni che erano giunte da Napoli prima e Al Hilal poi. In queste ultime gare di stagione dovrà mandare dei segnali di ripresa. Cosa fare con lui sarà argomento delicato in estate. Su Fortini pesa il discorso del contratto, col rinnovo che non arriva e difficilmente arriverà. Non sarà facile prendere una decisione su Gudmundsson. L’islandese ha dalla sua i numeri, tra gol e assist, ma quando è stato chiamato a fare la differenza non l’ha quasi mai fatta. Le buone cose fatte vedere col Palace giovedì potrebbero essere un primo tassello da confermare nelle prossime sei partite che restano. 

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OGGI E DOMANI. Poi c’è tutta quella schiera di giocatori su cui servirà fare delle valutazioni. L’elenco è lungo, lunghissimo. Oggi è (ancora) prematuro parlare di futuro. Ma per molti potrebbero essere gli ultimi 540’ in maglia viola. Oppure gli stessi che potrebbero far cambiare valutazione a chi dovrà decidere per e su di loro. 


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