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Nuovo modulo, rientri, condizione e acquisti: sì, la Fiorentina sta svoltando. Ma guai a considerarsi 'guariti'

Più degli 8 punti nelle ultime 5 partite, questa squadra ora ha un senso. Ma c'è ancora tanto da fare (e da recuperare)

Se la Fiorentina continuerà a giocare come fatto contro Milan e Lazio si salverà senza grossi problemi. Sensazione comune, anche se serve contestualizzare. Perché i primi tempi contro rossoneri e biancocelesti si potevano chiudere anche in maniera diversa, viste le tante occasioni concesse. Ma la capacità di non affondare, unita a una dose di fortuna che però questa squadra adesso è in grado di andarsi a cercare, è un segnale importante. Così come la crescita nei secondi tempi, la reazione agli eventi negativi. Sono arrivati due punti e non sei per le 'solite' disattenzioni e letture sbagliate, ma un mese fa senz'altro sarebbero arrivate due sconfitte.

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DI RINCORSA. Si riparte dunque da qui. Vanoli l'ha detto chiaramente: «Da qui non si deve tornare indietro. Ora è questo il nostro standard, si deve solo migliorare». Facile a parole, meno nei fatti per una squadra che ha un pregresso di mesi di niente e di grandi difficoltà. Lacune in parte colmate, ma dovranno essere bravi al Viola Park, tecnico, staff e soprattutto società, ad evitare l'effetto 'appagamento'. La Fiorentina del resto non è certo fuori dalle sabbie mobili. Anzi. E anche se lo fosse, ha tanto da farsi perdonare per permettersi passaggi a vuoto. Del resto, la classifica dice che siamo ancora al terz'ultimo posto. Salvezza distante tre punti, ma soprattutto una corsa che sarà ancora lunga e coinvolgerà per un bel po' almeno 8 squadre. La speranza è che presto la Fiorentina si possa portare, passo dopo passo, fuori dalla zona buia e a distanza di sicurezza, ma ancora c'è da lottare e soffrire. Far prestazioni e punti.

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CRESCITA. Chiaro che uscire con i rimpianti dall'Olimpico contro la Lazio e contro il Milan fa capire come dei grossi passi avanti ci siano stati. I quattro punti persi in extremis in pochi giorni offuscano i giudizi e limitano la risalita in classifica, ma questa adesso è una squadra. Sa soffrire, sa finalmente anche giocare. Crea occasioni, deve imparare a finalizzare meglio. Un tasto su cui sta battendo forte Vanoli. Oltre ad una fase difensiva che ancora non fa stare tranquilli, comprese quelle palle inattive che fanno venire brividi ad ogni occasione. Ma la condizione fisica è cresciuta in maniera evidente, i singoli (aspettando Kean, ancora in ritardo non solo a livello fisico ma anche nel gioco di squadra) stanno tornando su standard di buon livello: dalle parate di capitan De Gea (altra scelta che sta pagando) alle giocate di Fagioli, dagli spunti di Gudmundsson ai guizzi di Parisi, che resta un adattato a destra. Dove Dodo ha fatto rivedere qualche sprazzo dei bei tempi. Vanoli ha poi recuperato Gosens, pedina imprescindibile (anche perché è tornato in maniera ben diversa da com'era stato prima dell'infortunio), e ha messo dentro un Solomon che promette buone cose. Così come Brescianini: in campo dopo un paio di allenamenti, subito ottima gamba e capacità di inserimento. Peccato per quella traversa... ma il giocatore sarà importante per questa squadra.

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NUOVO MODULO E BALDANZI. Anche il modulo ha fatto la sua parte. Dall'Udinese Vanoli è passato alla difesa a quattro, da lì è partita la vera svolta. Un sistema che varia a seconda delle situazioni di gioco, 4-1-4-1 o 4-3-3. Ma il tecnico in corso d'opera sta proponendo con continuità anche il 4-2-3-1, con Solomon a sinistra e Gudmundsson più dentro al campo. Questa l'evoluzione che ha in mente, anche grazie al mercato. Dove sta per definirsi anche l'affare Baldanzi, soprattutto dopo che la Roma avrà perfezionato almeno un acquisto nel reparto offensivo. Il mancino ex Empoli sarebbe una risorsa come trequartista e più spostato sulla destra, ruolo che ha occupato talvolta ma dove sarebbe comunque adattato. È il calciatore giusto per fare quel tipo di ruolo che oggi occupa Parisi? Qualche dubbio resta, meno ce ne sono sulle capacità tecniche del classe 2003.

TANTE USCITE. Arriverà poi un centrale in difesa, visto che è partito Pablo Marì e seguiranno presto i saluti di Viti. Mezza rivoluzione doveva essere, e mezza rivoluzione sarà (con Paratici ancora in standby e con Goretti a condurre le operazioni). In mezzo in uscita Nicolussi Caviglia, oltre a Richardson, e attenzione a Sohm, mentre oltre a Kouame (libererà almeno parte di un ingaggio pesante) e a Dzeko c'è da tenere sotto attenzione la situazione di Fortini. Tenerlo come jolly sulle fasce, o provare a monetizzare visto un contratto in scadenza 2027 ancora non rinnovato? La lungimiranza su un profilo di sicuro avvenire direbbe di guardare alla Luna e non al dito, chissà cosa verrà deciso nelle stanze del Viola Park.


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