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Niente trasloco durante i lavori al Franchi: il piano della Fiorentina. Può arrivare una deroga sul 2026

Un project financing per fare entrare la società viola nel progetto di restyling. La volontà però è di non andare al Padovani durante i lavori

Un piano per far entrare la Fiorentina nell’operazione Franchi. Con un project financing che sostanzialmente darebbe alla società viola la chance di sfruttare una concessione del nuovo impianto fino a 99 anni a fronte del completamento dell’investimento sullo stadio, i famosi 55 milioni di euro tolti dal governo sui capitoli Pnrr.

Ma c’è un’altra novità che potrebbe ora entrare nella partita: niente trasloco durante i lavori. Sarebbe un colpo di scena ma nelle prime interlocuzioni in corso sull’asse Palazzo Vecchio-Fiorentina-governo il tema è già affiorato.

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Così scrive La Repubblica. NIENTE PADOVANI. Si tratterebbe di fare un piano di cantierizzazione tale per cui la squadra possa rimanere a giocare nel Franchi, magari con una capienza ridotta, nella fase dei lavori, senza necessità di spostarsi al Padovani, che in quel caso verrebbe semplicemente ammodernato, con una previsione di spesa molto minore rispetto a quella fin qui formulata dal Comune che si aggira intorno ai 7-8 milioni di euro e pure prevederebbe lavori sprint.

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Per farlo tuttavia c’è un solo modo: spostare il termine del 2026 come fine dei lavori, attualmente previsto dalle regole del Pnc che al momento finanzia il Franchi con circa 140 milioni di euro. OLTRE IL 2026. Si tratta di una richiesta che potrebbe peraltro essere la stessa Fiorentina a fare a Roma nei suoi rapporti con il ministro dello sport Abodi.

Una deroga ad hoc per spostare il termine del dicembre 2026 (magari di un anno) permetterebbe di far giocare al Franchi la Viola togliendo dal campo Empoli e Padovani. L’ipotesi non dispiace alla società che fin dal primo momento aveva ribadito pubblicamente che continuare a giocare al Franchi era la scelta migliore.

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Commisso è sempre stato poco convinto dal Padovani mentre Empoli è stata un’opzione ma tramontata presto tra l’irremovibilità della sindaca Brenda Barnini e i problemi logistici.


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